Repubblica Centrafricana |INTERSOS

REPUBBLICA CENTRAFICANA

L’INTERVENTO DI INTERSOS

Il primo intervento di INTERSOS in Repubblica Centrafricana risale all’inizio del 2014, per portare assistenza alla popolazione in fuga dalla violenza del conflitto interno. Nel 2017 abbiamo compiuto un monitoraggio delle violazioni dei diritti umani per le persone sfollate e del controllo delle frontiere in 3 aree (Ouham, Nana Gebrizi e Kemo). Inoltre, sono state implementate attività di supporto per l’istruzione e per la promozione del reinserimento scolastico. Infine, nella regione dell’Ouham sono stati distribuiti generi alimentari alle famiglie sfollate.

HIGHLIGHTS

1.165

CASI DI PROTEZIONE DOCUMENTATI E SEGUITI (2017)

414.713

TONNELLATE DI VIVERI DISTRIBUITI (2017)

45.187

PERSONE HANNO RICEVUTO GENERI ALIMENTARI (2017)

8.174

BAMBINI CHE HANNO RICEVUTO KIT SCOLASTICI (2017)

87

INSEGNANTI CHE HANNO RICEVUTO KIT PEDAGOGICI (2017)

60

SPAZI RICREATIVI ORGANIZZATI (2017)

119.701

PERSONE ASSISTITE (2017)

9

NUMERO PROGETTI (2017)

CONTESTO

Dal 2012 la Repubblica Centrafricana attraversa una profonda e complessa crisi. La situazione di sicurezza nel Paese rimane instabile e imprevedibile, rendendo difficile l’accesso umanitario e limitando la risposta ai bisogni. Da gennaio 2017 si è assistito a un grave peggioramento nel numero di sfollati interni per un totale di 600mila persone. Anche il numero di rifugiati è aumentato a 521mila persone, portando il totale di sfollati interni a 1.1 milioni di persone, il più grande numero mai registrato nel Paese.

Su una popolazione di 4.6 milioni, circa 2,5 milioni hanno bisogno di assistenza umanitaria. I servizi di base sono disfunzionali o inesistenti in molte zone, il 22% della popolazione non ha accesso sostenibile alle strutture sanitarie – non funzionanti a causa della mancanza di attrezzature, personale e medicine. Circa 1.1 milioni di persone si trovano in situazione di insicurezza alimentare, e in più di metà delle prefetture il livello di Malnutrizione Severa Acuta ha raggiunto la soglia di emergenza del 2%.

LEGGI ANCHE