Niger

2019
Primo intervento nel Paese
85.000
Persone raggiunte
7
Progetti
1.312.698 €
Budget attività
Contesto
Dal 2010,Il Niger sta affrontando una crisi multidimensionale causata da eventi climatici estremi, crescente insicurezza, rapida crescita demografica e povertà cronica. Situato nel cuore del Sahel, il Paese è l’epicentro di flussi migratori e sfollamenti di massa: da un lato, l’afflusso di rifugiati in fuga dai conflitti in Mali, Burkina Faso e Nigeria; dall’altro, un alto numero di sfollati interni che, a giugno 2025, ha superato le 500.000 persone. La regione di Tillabéri si conferma l’area di massima tensione, ospitando quasi la metà della popolazione di sfollati interni. A questa pressione si aggiunge la crisi migratoria sulla rotta desertica: nel 2025, il centro di transito di Assamaka ha registrato oltre 16.000 migranti respinti dall’Algeria, persone spesso in condizioni di estrema vulnerabilità che necessitano di protezione e assistenza immediata.
Il cambiamento di regime del luglio 2023 ha avuto ripercussioni durature nel 2025, con una significativa riduzione dei finanziamenti internazionali e restrizioni amministrative che hanno rallentato le operazioni umanitarie. In questo scenario, l’insicurezza alimentare — aggravata da siccità prolungate — e i gravi rischi di protezione sono rimaste le sfide principali. Le popolazioni civili sono esposte ad attacchi diretti, movimenti forzati e violenze di genere, mentre il diniego dell’accesso umanitario e la mancanza di infrastrutture essenziali minano la dignità e la salute delle comunità. Con oltre 2,6 milioni di persone che hanno bisogno di aiuti umanitari per sopravvivere, nel 2025 abbiamo dovuto adattare rapidamente il nostro lavoro. Di fronte alla scarsità di fondi e alla crescente insicurezza, la priorità assoluta è stata data ai soccorsi immediati: cure mediche, protezione delle persone vulnerabili e accesso all’acqua potabile.
SETTORI DI INTERVENTO
L’intervento di INTERSOS
Nel 2025, INTERSOS ha operato in Niger unendo interventi di Protezione a servizi idrico-sanitari, raggiungendo circa 85.000 persone. L’azione dell’organizzazione si è concentrata sulle aree a più alta tensione, come Niamey, Agadez, Tillabéri e Tahoua, garantendo assistenza vitale a rifugiati, sfollati interni, comunità ospitanti e ai migranti respinti lungo le rotte desertiche.
Il settore della Protezione ha rappresentato il cuore dell’intervento, con un focus prioritario sulla tutela di madri e bambini. A Niamey, la gestione del “Guichet Unique” ha permesso a 4.705 persone di accedere a un punto centralizzato per la registrazione e il coordinamento dei servizi essenziali. Si tratta infatti di un centro multiservizi che, invece di costringere persone vulnerabili a recarsi in uffici diversi nella città, centralizza tutto in un unico luogo sicuro.
Per garantire la dignità delle donne e delle ragazze sopravvissute a violenze o in situazioni di rischio, sono stati distribuiti 2.740 kit contenenti prodotti igienici e beni di prima necessità, mentre 235 persone hanno beneficiato di un’assistenza completa, che comprende supporto medico, psicologico e legale. Abbiamo messo al centro il futuro dei bambini più fragili: nonostante le crescenti difficoltà burocratiche, i nostri esperti hanno condotto colloqui approfonditi e redatto analisi dettagliate. Questo lavoro ha permesso di prendere decisioni cruciali basate esclusivamente sul benessere dei bambini, garantendo che ognuno di loro ricevesse la protezione, le cure e il percorso di crescita più adatto alla sua situazione.
INTERSOS ha inoltre risposto alla carenza d’acqua ad Assamaka, punto critico di transito per i migranti respinti dall’Algeria. Grazie a un sistema d’urgenza basato sul trasporto d’acqua con camion e alla realizzazione di nuovi punti d’acqua pubblici, è stato garantito l’accesso all’acqua potabile a oltre 25.000 persone, riducendo la pressione sulle scarse risorse locali e contribuendo così a prevenire la diffusione di malattie causate da acqua sporca o mancanza di acqua, in un ambiente estremamente fragile.












