Giordania

2012
Primo intervento nel Paese
16,200
Persone raggiunte
4
Progetti
1.765.535€
Budget attività
Contesto
Il contesto della Giordania continua a essere profondamente influenzato dalla crisi regionale siriana, giunta ormai al suo quattordicesimo anno. Il Paese ospita circa 1,1 milioni tra rifugiati e richiedenti asilo, una cifra che rappresenta l’11% della popolazione totale. A dicembre 2025, si contano oltre 427.000 rifugiati siriani registrati da UNHCR, a cui si aggiungono circa 30.000 persone provenienti da Iraq, Yemen, Sudan e Somalia. Inoltre, 2,5 milioni di rifugiati palestinesi sono registrati presso l’UNRWA (United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees in the Near East). La stragrande maggioranza della popolazione siriana (82,8%) risiede fuori dai campi ufficiali, integrata in comunità ospitanti dove spesso vive in alloggi precari, tende o appartamenti sovraffollati e privi di standard minimi di sicurezza.
Nonostante il crollo del regime di Assad nel dicembre 2024 avesse inizialmente spinto circa 173.000 rifugiati a rientrare in Siria, questo flusso è andato progressivamente diminuendo nel corso del 2025. Al calo dei rimpatri si è aggiunto un netto peggioramento della qualità della vita in Giordania, dove la pressione sulle fasce più vulnerabili è diventata insostenibile. La povertà estrema colpisce il 66% dei rifugiati siriani, che vivono con meno di 5,50 dollari al giorno.
Tale fragilità economica è confermata da un indebitamento medio crescente, pari a 1.225 JOD per persona, e dal fatto che il 69% dei nuclei familiari risieda in contesti insalubri, privi di luce naturale o di impianti elettrici a norma. Queste dinamiche rendono la stabilità dei rifugiati nelle comunità ospitanti sempre più precaria, alimentando bisogni umanitari urgenti e strutturali.
L’intervento di INTERSOS
Presente in Giordania dal 2012, INTERSOS ha concentrato i propri interventi nel 2025 sul settore della Protezione, operando nei governatorati di Irbid, Amman, Mafraq, Ma’an e Karak. L’azione si è rivolta principalmente alle popolazioni marginalizzate, tra cui rifugiati, richiedenti asilo e persone con disabilità, attraverso un modello di risposta integrato che combina assistenza specialistica e partecipazione comunitaria.
Il nostro intervento si è concentrato sulle attività di protezione, garantendo ai nuclei familiari ad alto rischio la gestione individuale dei casi più vulnerabili, il supporto psicosociale e l’assistenza economica. Parallelamente, l’organizzazione ha promosso attività di coinvolgimento comunitario tramite sessioni informative, campagne di sensibilizzazione e dialoghi strutturati. Queste iniziative hanno permesso non solo di informare i cittadini sui propri diritti, ma anche di monitorare costantemente i bisogni della popolazione e le carenze nei servizi disponibili, confluendo nella redazione periodica di analisi del contesto di protezione.
INTERSOS, nel corso dell’anno, ha applicato un approccio di Protezione su base comunitaria (Community Based Protection), che mira a porre la popolazione colpita al centro della risposta umanitaria, rafforzando le capacità di autoprotezione. Nel 2025, INTERSOS ha collaborato direttamente con i membri delle comunità e le organizzazioni della società civile per co-progettare iniziative locali volte a prevenire i rischi. Attraverso l’erogazione di fondi specifici (Seed Grants) a organizzazioni delle comunità locali precedentemente formate, INTERSOS ha sostenuto lo sviluppo di progetti autonomi e basati su evidenze concrete. Questo processo si inserisce in una più ampia strategia di localizzazione, finalizzata al trasferimento progressivo dei servizi di protezione e delle attività a partner non governativi nazionali, garantendo così la sostenibilità degli interventi e il rafforzamento del tessuto associativo locale.














