Iraq, scuola a distanza e tanta voglia di tornare in classe

Siamo a Tel Afar, nel nord dell’Iraq, e il nostro team ci racconta i risultati del programma di e-learning avviato in questi mesi per rispondere alla chiusura delle scuole nel Paese a seguito del COVID-19.

 

 

Lo schermo del computer acceso. E la fatica di concentrarsi, il senso di straniamento, la connessione che salta, quel senso di lontananza dagli insegnanti, dagli amici, dalla normalità. La scuola su internet. No, non stiamo parlando della realtà e delle difficoltà con cui milioni di famiglie italiane si sono dovute confrontare in questi mesi. Ma la situazione è molto simile. Siamo a Tel Afar, nel nord dell’Iraq, dove negli ultimi mesi abbiamo avviato un programma di e-learning in risposta alla chiusura delle scuole a causa della pandemia. 

 

“Grazie alla piattaforma di insegnamento a distanza realizzata dai Ministeri dell’Educazione dell’Iraq Federale e della regione autonoma del Kurdistan, abbiamo consentito ad oltre 3 mila ragazzi che hanno ricevuto il codice di accesso di proseguire gli studi”, spiega Gioia Benedetti, Education Coordinator di INTERSOS in Iraq”. Certo, qui in Iraq la connessione ad internet è più debole e salta più spesso che in Italia. La città, una delle più colpite nel conflitto con l’ISIS, è ancora in fase di ricostruzione: le rovine e i muri crivellati di pallottole sono parte del paesaggio urbano. Manca spesso la luce e bisogna affidarsi alla rete dei cellulari.

 

Ancora più difficile continuare a studiare quando si vive in un campo rifugiati. Come nel caso di Anas Ahmed, 18 anni, fuggito dalla Siria insieme alla famiglia: “Per tanti ragazzi l’accesso a internet è molto difficile e limitato. I programmi di insegnamento individuale di INTERSOS ci hanno consentito di non perdere l’anno”.

 

Nonostante tutto, siamo rimasti vicini ai ragazzi – racconta la Project Manager Giada Sbrissa – con un monitoraggio costante dei risultati, distribuendo materiali cartacei di supporto, e organizzando, nel rispetto di tutte le norme di sicurezza e distanziamento sociale, piccoli gruppi di “ripasso guidato”. Così, siamo riusciti ad accompagnare i ragazzi fino agli esami di fine anno, che si sono tenuti ad agosto nella regione autonoma del Kurdistan. Nell’Iraq federale, invece, le lezioni di recupero procedono in quanto il primo scaglione di esami si sta svolgendo in questi giorni, mentre gli esami per il 6° e 9° non hanno ancora una data prestabilita. INTERSOS continua ad affiancare, per i casi più fragili, un percorso di supporto psicosociale individuale”.

 

E ora? La pandemia di COVID-19 ha avuto un impatto globale sul sistema dell’educazione, con oltre un miliardo di studenti costretti a sospendere gli studi. Mentre in Italia, fra tanti dibattiti, la riapertura delle scuole è in programma nel mese di settembre, in Iraq non c’è ancora una data. Solo nella Regione Autonoma del Kurdistan la ripresa è stata annunciata per il mese di ottobre. Per il resto dell’Iraq Federale sarà il governo a discuterne nel corso di settembre.

 

“Nei paesi afflitti da crisi umanitarie, accedere all’istruzione significa riappropriarsi della propria età e dei propri diritti, poter trascorrere parte della giornata in un luogo protetto, pensare di poter acquisire competenze e risorse per avere un futuro diverso e migliore – sottolinea ancora Gioia Benedetti – Come e più di ogni ragazza e ragazzo nel mondo, anche i giovani che assistiamo qui in Iraq ci parlano dei loro sogni, e di come, attraverso lo studio, intendano realizzarli”.

 

In un paese devastato per decenni da diversi conflitti, garantire il diritto all’istruzione significa anche ricostruire gli spazi dove sia possibile farlo. Per questo, anche nei mesi di chiusura, INTERSOS ha proseguito, con il supporto di AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione e lo Sviluppo) il lavoro di riabilitazione di cinque scuole rurali nei pressi di Tel Afar, non solo con opere infrastrutturali, ma dotandole di termometri per la misurazione della temperatura senza contatto, dispositivi di protezione individuale e collettiva, kit di insegnamento e di studio oltre a banchi, lavagne e tutti i supplementi di arredamento di cui una scuola necessita.

 

RIMANI IN CONTATTO CON NOI

Flavia Melillo
Flavia Melillo

ULTIME NOTIZIE