Repubblica Democratica del Congo

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2009

Primo intervento nel Paese

819.400

Persone raggiunte

10

Progetti

3.293.581€

Budget attività


Contesto

In Repubblica Democratica del Congo continua un’emergenza umanitaria, che oggi colpisce oltre 25 milioni di persone. Nel 2025, le province orientali di Nord-Kivu, Sud-Kivu e Ituri sono rimaste l’epicentro di una crisi cronica, segnata da sfollamenti di massa e gravi violazioni dei diritti umani, come le violenze di genere e il reclutamento di bambini soldato. Questo conflitto prolungato sta distruggendo il tessuto sociale del Paese, lasciando la popolazione in uno stato di estrema vulnerabilità.

Operare in Repubblica Democratica del Congo nel 2025 ha presentato sfide in termini di accesso, così come sfide logistiche e amministrative. L’accesso umanitario è costantemente ostacolato dall’insicurezza e dalla frammentazione del controllo del territorio, che impone procedure burocratiche complesse. A peggiorare il quadro è intervenuta la chiusura dell’aeroporto di Goma, che ha drasticamente limitato la mobilità del personale e l’invio di materiali vitali, costringendo le organizzazioni a fare affidamento su corridoi precari. La fragilità dell’ambiente operativo è accentuata anche dall’assenza di servizi bancari funzionanti in molte aree d’intervento, che rende molto complessa la gestione dei fondi necessari per le attività di soccorso. In questo contesto di isolamento e instabilità, la priorità di INTERSOS è quella di garantire un presidio di assistenza dove mancano i servizi di base.

L’intervento di INTERSOS

Nel corso del 2025, INTERSOS è intervenuta nelle province orientali del Nord-Kivu, Sud-Kivu e dell’Ituri, implementando una risposta multisettoriale nelle zone più remote e ad accesso limitato. L’intervento si è distinto per un approccio integrato che combina il monitoraggio dei rischi di protezione con l’assistenza diretta, garantendo un supporto vitale a sfollati, rimpatriati e comunità ospitanti colpite da crisi prolungate.

L’attività sul terreno è stata guidata dall’identificazione costante dei rischi di protezione, un lavoro di monitoraggio che ha permesso ai nostri team di intercettare i bisogni più urgenti e indirizzare i casi critici verso servizi specialistici. Particolare attenzione è stata rivolta alle sopravvissute a violenza di genere, assistite attraverso percorsi medici, psicologici e legali; nel solo Sud-Kivu. Parallelamente, l’Organizzazione ha lavorato per rafforzare la resilienza locale, abbiamo investito nella formazione di comitati locali di protezione, affinché siano gli stessi abitanti del villaggio a saper riconoscere i rischi e a supportare i membri più vulnerabili della propria comunità.

Gli interventi nei settori della Salute, della Nutrizione e dell’Acqua e Igiene (WASH) sono stati fondamentali per contenere gli effetti della malnutrizione e prevenire le epidemie. Oltre a sostenere i servizi di salute primaria e a ristrutturare centri medici, INTERSOS ha costruito punti d’acqua, latrine e docce, soprattutto nei campi sfollati più affollati, garantendo servizi igienico-sanitari migliori a circa 180.000 persone. Infine, grazie ai trasferimenti in denaro, famiglie vulnerabili hanno potuto acquistare cibo e beni di prima necessità in totale autonomia, ritrovando così potere d’acquisto e dignità.