Eruzione vulcano in Congo, INTERSOS è in prima linea

Accesso all’acqua e all’igiene, ripari per la notte, protezione dalle violenze: dopo l’eruzione del vulcano Nyragongo, l’attenzione si concentra sui bisogni della popolazione già stremata dalla crisi umanitaria

 

 

Goma, Nord Kivu, Repubblica Democratica del Congo. La terra trema dopo l’eruzione del vulcano Nyragongo. Scosse di assestamento, alcune delle quali molto violente, che si ripetono con frequenza, ogni 10 minuti nelle prime 24 ore, poi più diradate e che aumentano lo stress della popolazione.

 

La situazione è ancora caotica – racconta la nostra capomissione in Congo Gigliola Pantera – nella notte circa 20mila persone sono fuggite dalla città, prima verso il confine con il Ruanda, poi si sono dirette verso ovest. Molti quartieri hanno subito danni ed è lì che i nostri team si stanno dirigendo per partecipare ad una valutazione congiunta dei principali bisogni umanitari”.

 

La lava ha infatti lambito le aree esterne della città di Goma, fermandosi poco prima dell’aeroporto. Oltre a lasciare migliaia di persone sfollate, l’eruzione ha danneggiato la fornitura di acqua pulita. Un rischio aggiuntivo per una popolazione già allo stremo, mentre UNICEF ha lanciato l’allarme su 170 minori dispersi e 150 separati dalle famiglie.

 

Fammelo dire: comincia ad essere davvero troppo per questa gente – esclama la nostra capo missione mentre ci racconta la situazione via whatsapp – siamo nel cuore di una delle più gravi crisi umanitarie al mondo: per i livelli di violenza indiscriminati cui la popolazione è soggetta, per la situazione sanitaria e nutrizionale, per la difficoltà di accesso umanitario a causa delle sempre più precarie condizioni di sicurezza. Anche per chi fugge dal vulcano, lasciare la città significa mettersi in pericolo”.

 

La stessa Goma ha vissuto recentemente mesi infuocati, tra l’azione dei gruppi armati e le proteste violente della popolazione. Una crescente instabilità che, ad inizio maggio, ha portato il governo congolese a dichiarare lo stato d’assedio nelle due province orientali del Nord Kivu e dell’Ituri.

 

Il vulcano Nyragongo, considerato uno dei più pericolosi al mondo, è stato già protagonista in passato di violente eruzioni, l’ultima delle quali, ancora impressa nella memoria della popolazione, risale al 2002.

 

 

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Flavia Melillo
Flavia Melillo

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