Camerun

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2015

Primo intervento nel Paese

265.300

Persone raggiunte

10

Progetti

2.913.116€

Budget attività


Contesto

Nel 2025 il Camerun ha continuato a fronteggiare una crisi umanitaria complessa e prolungata, alimentata dalla persistenza di conflitti armati e di shock climatici. Le tensioni nelle regioni del Nord-Ovest e del Sud-Ovest, presenti dal 2016, si sommano all’insicurezza causata da gruppi armati nell’Estremo Nord e dall’afflusso di rifugiati dalla Repubblica Centrafricana nelle regioni orientali. Questo scenario ha generato bisogni umanitari per circa 3,3 milioni di persone, con una pressione crescente sui servizi sociali di base dovuta alla presenza di oltre 510.000 sfollati interni e circa 125.000 rifugiati. Le necessità prioritarie rimangono legate alla sicurezza alimentare, alla salute, alla protezione — in particolare contro la violenza di genere — e all’accesso all’acqua e all’istruzione.

Sotto il profilo operativo, l’anno è stato caratterizzato da una marcata contrazione delle risorse disponibili. Il Piano di risposta umanitaria 2025 ha richiesto un finanziamento di 359,3 milioni di dollari, ma la copertura dei bisogni è rimasta limitata a causa di un calo significativo dei fondi internazionali. La combinazione tra carenza di fondi, insicurezza e difficoltà di accesso ha ridotto drasticamente la capacità di risposta: il tasso di copertura dei bisogni umanitari è crollato dal 76% del 2024 al 48% nel 2025. Nonostante gli sforzi abbiano permesso di raggiungere circa un milione di persone, il divario tra le necessità della popolazione e la capacità di risposta rimane estremamente critico.

L’intervento di INTERSOS

Nel 2025, INTERSOS ha risposto alla crisi umanitaria in Camerun, raggiungendo oltre 200.000 persone tra sfollati interni, rifugiati e comunità ospitanti nelle regioni dell’Estremo Nord, del Nord-Ovest e del Sud-Ovest. L’azione si è sviluppata su tre pilastri fondamentali: protezione, sicurezza alimentare e salute nutrizionale, adottando un approccio che unisce l’assistenza d’emergenza allo sviluppo di soluzioni durature.

Nel settore della Protezione abbiamo garantito il monitoraggio costante delle violazioni dei diritti umani e una presa in carico dei casi più vulnerabili e complessi. Particolare attenzione è stata dedicata alle sopravvissute a violenza di genere, assicurando assistenza medica d’urgenza entro le 72 ore, supporto psicosociale e gestione individuale dei casi. Inoltre, abbiamo coinvolto i leader comunitari uomini dando loro il ruolo di “agenti di cambiamento”, soggetti,  cioè, formati per promuovere l’uguaglianza di genere e prevenire la violenza all’interno delle proprie comunità. 

Per i minori, INTERSOS ha mantenuto attivi gli spazi a misura di bambino, luoghi sicuri dedicati al benessere psicologico dei bambini e delle bambine. 

In ambito di sicurezza alimentare, INTERSOS ha fornito assistenza a oltre 165.000 persone. Oltre alla distribuzione di cibo e aiuti economici, l’intervento ha puntato su l’autosufficienza delle persone attraverso la creazione di risorse produttive: sono stati infatti avviati campi comunitari e sistemi di irrigazione solare. Tali iniziative, unite allo sviluppo di associazioni di risparmio e credito all’interno dei villaggi, hanno favorito l’autonomia finanziaria delle famiglie, specialmente delle donne.

In ambito di salute e nutrizione, abbiamo garantito supporto per la malnutrizione infantile e materna attraverso screening attivi e supporto finanziario. L’efficacia degli interventi è stata potenziata dai laboratori di condivisione, dove le madri della comunità condividono pratiche alimentari sane utilizzando risorse locali. Questo approccio, che integra l’uso di tecnologie sostenibili e il rafforzamento delle competenze locali, ha permesso di rispondere alle sfide poste dalla doppia crisi – climatica e di sicurezza – trasformando la risposta umanitaria in un percorso di resilienza comunitaria.