Libia

2018
Primo intervento nel Paese
47,900
Persone raggiunte
9
Progetti
2.524.528€
Budget attività
Contesto
La situazione umanitaria in Libia nel 2025 è stata definita da una complessa intersezione tra frammentazione politica e instabilità regionale, aggravata da un massiccio afflusso di popolazioni in fuga dal conflitto in Sudan. Nonostante il cessate il fuoco del 2020, la persistente divisione governativa tra l’est e l’ovest del Paese ha lasciato circa 787.000 persone in stato di necessità, con quasi il 40% della popolazione che affronta bisogni multisettoriali critici. L’ambiente operativo è rimasto estremamente fragile, segnato da scontri urbani e da una grave crisi amministrativa che, nel marzo 2025, ha portato alla sospensione temporanea di diverse organizzazioni internazionali. Sebbene INTERSOS abbia ripreso le operazioni a settembre, l’interruzione ha pesantemente ostacolato l’erogazione di servizi sanitari e di protezione essenziali.
L’epicentro della crisi si è spostato verso Al Kufra, dove l’arrivo di oltre 40.000 rifugiati sudanesi ha generato una forte pressione sui servizi municipali, ormai insufficienti a garantire una risposta adeguata, mentre il sud del Paese affronta un cronico collasso infrastrutturale e un deficit idrico allarmante, segnale del forte impatto della crisi climatica. Poiché la Libia non aderisce alla Convenzione di Ginevra sui Rifugiati del 1951, circa il 70% dei migranti vive in una condizione di “invisibilità legale”, esposto a rischi costanti di detenzione arbitraria e deportazione. La crisi economica, acuita dalla svalutazione della moneta e dall’aumento dei costi alimentari, ha spinto il 90% dei nuclei familiari rifugiati a ridurre il consumo di cibo. In questo contesto, i bambini rimangono la categoria più colpita. In particolare, quasi l’80% delle famiglie sudanesi segnala l’impossibilità di iscrivere i propri figli a scuola.
L’intervento di INTERSOS
Nel 2025, INTERSOS ha operato in Libia per garantire l’accesso ai servizi essenziali per migranti, rifugiati, sfollati interni e comunità ospitanti vulnerabili. Nonostante le significative sfide amministrative e di sicurezza che hanno caratterizzato l’anno, l’organizzazione ha mantenuto il proprio impegno nei settori della Protezione, Salute e Nutrizione, Educazione in Emergenza e Acqua e Igiene, focalizzandosi in particolare su donne, bambini e giovani esposti a gravi rischi di sfruttamento ed esclusione sociale.
Il modello operativo si è basato su un sistema misto che combina punti di servizio statici, come i centri comunitari, con unità mobili di sensibilizzazione. Questa flessibilità ha permesso di raggiungere popolazioni in contesti urbani e aree remote, superando le barriere geografiche e finanziarie che spesso impediscono ai più vulnerabili di accedere alle cure. Nel settore della salute, le cliniche mobili hanno svolto un ruolo cruciale, fornendo consultazioni sanitarie di base, assistenza materna e screening nutrizionali in zone dove il sistema sanitario nazionale risulta fortemente indebolito. Sul fronte della protezione, INTERSOS ha garantito la gestione individuale dei casi più vulnerabili, il supporto psicosociale e l’assistenza legale per persone prive di documentazione, attivando percorsi di riferimento strutturati per i minori a rischio e le sopravvissute a violenza di genere.
L’impegno nell’educazione si è concentrato sul recupero scolastico di bambini e adolescenti fuori dal sistema formativo, attraverso programmi di istruzione non formale e sessioni di life skills volti a rafforzare la resilienza dei minori colpiti dall’instabilità. Infine, la risposta nel settore dell’acqua e dell’igiene ha previsto la distribuzione di kit igienici e la riabilitazione di infrastrutture idriche negli insediamenti informali di rifugiati.
INTERSOS è stata una delle 10 organizzazioni internazionali a cui è stato chiesto di interrompere le attività, a seguito di indicazioni ricevute dall’Agenzia per la Sicurezza Interna (ISA) il 30 marzo 2025 a Tripoli. Sono in corso sforzi congiunti di advocacy per affrontare la situazione nella Libia occidentale. Nel frattempo, gli interventi umanitari di INTERSOS proseguono regolarmente nella Libia orientale e meridionale: i programmi di protezione, istruzione e salute ad Ajdabiya e Sabha non sono interessati da quanto sta accadendo a ovest.















