SUD SUDAN, CON TAGLIO FONDI RISCHIO AUMENTO MORTALITÀ

In Sud Sudan il taglio dei fondi internazionali colpisce aiuti alimentari e infrastrutture, ma soprattutto la salute, con il rischio di aumento della mortalità.

 

Un piede che affonda nel fango denso. Un’immagine simbolo del Sud Sudan, devastato periodicamente da piogge torrenziali e inondazioni, rese sempre più intese e imprevedibili dalle conseguenze del cambiamento climatico, e dove il taglio dei fondi internazionali rischia di avere conseguenze gravissime

Quella che ho osservato nell’ultima visita dei nostri progetti ad Akobo è una situazione disastrosa, purtroppo in linea con il resto del Paese”.

A raccontarlo è il nostro capo missione Stefano Antichi, che denuncia la mancanza di sostegno da parte della comunità internazionale nei confronti di una delle più gravi crisi umanitarie al mondo. “Tra i tagli ai fondi internazionali, spiccano quelli per la sanità, che si traducono perdita di vite umane a causa della mancanza di supporto agli ospedali.”

Come “ad esempio, nel campo sfollati interni di Bentiu, dove INTERSOS opera, dove negli ultimi mesi abbiamo registrato un aumento del tasso di mortalità, probabilmente a causa dell’accentuarsi della crisi alimentare e della fame, e dove una delle categorie più a rischio è quella delle donne malnutrite e dei loro bambini, che a causa di mancanza di cure mediche e di cibo rischiano di morire”.

Inoltre, Antichi spiega che “un altro grave danno che ha comportato il taglio dei fondi è la mancanza della gestione delle infrastrutture, come la creazione di nuove strade o dighe, che creano ulteriori disagi durante il periodo di forti alluvioni”. Infatti, in questo contesto, non bisogna dimenticare l’impatto delle piogge che isola i villaggi per lunghi periodi e non permette gli spostamenti interni. “Un altro punto saliente è quello della crisi alimentare. La riduzione dei fondi per il sostegno alimentare, limitati solo ad alcune contee, ha determinato come conseguenza indiretta l’aumento della violenza intercomunitaria a causa della competizione per l’accesso all’acqua potabile e al cibo”.

Nel “più giovane paese del mondo”, indipendente dal 2011, “il processo di pace iniziato nel 2018 non è stato ancora implementato, creando di conseguenza una situazione di stasi in cui sono presenti diversi conflitti”. Oggi 8,9 milioni di persone, su una popolazione totale di circa 12 milioni, ha urgente bisogno di aiuti umanitari, 7,7 milioni di persone vivono in condizioni di grave insicurezza alimentare e 1,4 milioni di bambini sono gravemente malnutriti. Numeri che richiedono una risposta immediata.

In Sud Sudan, Intersos porta avanti progetti di protezione delle persone più vulnerabili, con un focus specifico sulla violenza di genere, sicurezza alimentare a aiuti alle comunità colpite dalle inondazioni.

Flavia Melillo
Flavia Melillo

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