INTERSOS24 cambia volto per essere ancora più aperto e inclusivo

INTERSOS24, il centro di accoglienza e cure primarie realizzato e gestito da INTERSOS nel quartiere di Torre Spaccata, alla periferia di Roma, cambia volto. E si apre a nuove categorie di persone vulnerabili. Un percorso portato avanti e fin dall’inizio 2019 e consolidato in particolare negli ultimi mesi.

“Cambiamo, ma per essere ancora più fedeli alla nostra missione – spiega Valentina Murino, Child Protection Specialist di INTERSOS in Italia, che del centro ha seguito, fin dalla nascita, ogni passaggio – Alla base del nostro lavoro c’è il continuo lavoro di aggiornamento dei bisogni: l’individuazione delle sacche di disagio, vulnerabilità ed esclusione sociale che non trovano risposta nel sistema di servizi pubblici presente sul territorio. Questo approccio fondato sull’analisi è divenuto ancora più importante nell’ultimo periodo quando, a causa dei cambiamenti introdotti dai cosiddetti ‘Decreti Sicurezza’, è aumentato il numero di persone escluse dal sistema dell’accoglienza”

“Ragazzi che a 18 anni avevano iniziato il percorso di accoglienza e integrazione sociale in Italia tornano a bussare alle nostre porte: questo è un fallimento del sistema – afferma Cesare Fermi, responsabile del settore migrazione di INTERSOS – un fallimento che nasce da scelte politiche e legislative sbagliate. Aumentano i fattori di emarginazione e i casi che ci vengono segnalati dalla rete, sempre più in sofferenza, dei centri di accoglienza, che vengono individuati dal nostro team mobile o che si rivolgono spontaneamente a noi”.

A seguito delle stringenti politiche migratorie che hanno mutato lo scenario dei bisogni, in particolare per neomaggiorenni, dai primi mesi del 2019 INTERSOS24 offre, pertanto, protezione e sostegno a:

1) ragazzi/e (dai 18 ai 21 anni) fuoriusciti dai percorsi istituzionali di accoglienza ed esposti a fattori di marginalizzazione ed esclusione sociale nonché al coinvolgimento in attività illegali e/o di sfruttamento lavorativo.

2) a donne sopravvissute e/o esposte a violenza di genere, sfruttamento lavorativo e/o sessuale o in condizione di particolare vulnerabilità.

3) Minori Stranieri non accompagnati e donne in transito sul territorio romano. Roma, infatti, resta un punto di snodo, nonché di interesse per la popolazione migrante sia diretta verso mete dell’Europa del nord, sia interessata da dinamiche di migrazione interna.

INTERSOS24 rappresenta l’evoluzione progettuale dell’esperienza del Centro notturno A28 che dal 2011 al 2017 ha ospitato oltre 5.000 minori stranieri non accompagnati (MSNA) rappresentando uno dei principali luoghi protetti per i MSNA in transito in Italia.

INTERSOS 24 nasce nel Municipio VI di Roma, il quale registra “il più alto indice di disagio sociale della Capitale, con un valore che – caso unico tra tutti i municipi di Roma – risulta anche maggiore della media calcolata su base nazionale.

Da qui l’idea di dare vita a uno spazio protetto e aperto, destinato a donne, minori, ragazzi e ragazze vulnerabili, italiani e stranieri, in grado di costruire un sistema di presa in carico globale, qualificata e multidisciplinare, capace di adattarsi ai diversi bisogni individuali.

I servizi in questo momento comprendono: l’accoglienza notturna per vulnerabili stanziali e transitanti, l’ambulatorio sociale, l’assistenza psicosociale, lo sportello lavoro che nel corso del 2019 ha avuto 2019 accessi, i laboratori formazione e lifeskills per sostenere percorsi di inclusione sociale e lavorativa, l’assistenza legale e le azioni di advocacy istituzionale per la promozione e la tutela dei diritti umani,

“In particolare, per quanto riguarda l’ambulatorio sociale – sottolinea Antonella Torchiaro, medico di INTERSOS 24 – l’obiettivo non è fornire un servizio sostitutivo del Sistema Sanitario Nazionale, ma favorire l’accesso ai servizi, garantendo e promuovendo il diritto alla salute, con particolare riguardo alla salute di genere e alla salute mentale, settori in cui abbiamo evidenziato più forti fattori di esclusione. Ci rivolgiamo alla popolazione migrante e non, in condizione di fragilità socio-economica, e sono molte le donne italiane e straniere che abbiamo preso in carico nel corso di questi mesi. Se da un lato, l’ambulatorio è in grado di fornire consultazioni mediche generali, visite ginecologiche specialistiche e supporto psicosociale, dall’altro è fondamentale orientare le persone verso i servizi presenti sul territorio, superando le barriere di accesso”.

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Mariangela
Mariangela

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