Ciad

2004
Primo intervento nel Paese
363.500
Persone raggiunte
19
Progetti
10.371.315€
Budget attività
Contesto
Il Ciad è nel pieno di una crisi umanitaria multidimensionale, alimentata da conflitti, povertà e fragilità climatica. Sebbene l’instabilità nell’area del Lago Ciad persista dal 2015, la situazione è precipitata nell’aprile 2023: il conflitto in Sudan ha infatti spinto oltre un milione di persone a cercare rifugio nelle regioni orientali del Paese. A questo scenario si sono aggiunti, nel 2025, una grave epidemia di colera e ricorrenti shock climatici, come le inondazioni, che hanno minato la capacità di resistenza sia dei rifugiati che delle comunità locali.
Attualmente, circa 7,7 milioni di persone — il 40% della popolazione totale — necessitano di assistenza. La crisi si concentra in tre aree geografiche: l’Est, epicentro dell’emergenza rifugiati; la provincia del Lago, caratterizzata da spostamenti interni forzati; e il Sud, segnato da tensioni comunitarie. Le necessità sono trasversali e riguardano la sicurezza alimentare, la sanità e i servizi idrico-sanitari. La Protezione rimane tuttavia la preoccupazione centrale, a causa della diffusione della violenza di genere, dell’alto numero di minori non accompagnati e della precarietà degli alloggi. Nonostante l’entità dei bisogni, la risposta umanitaria ha subito una riduzione del 43% del budget globale rispetto all’anno precedente, limitando drasticamente la capacità di intervento delle organizzazioni internazionali sul campo.
SETTORI DI INTERVENTO
L’intervento di INTERSOS
Nel 2025, INTERSOS ha garantito assistenza diretta a 425.000 persone in Ciad, rispondendo a una crisi caratterizzata da insicurezza alimentare, conflitti e vulnerabilità climatica. L’intervento si è concentrato principalmente sulle aree dell’Est e del Lago, integrando Protezione, Sicurezza Alimentare, Salute Nutrizionale e Servizi Essenziali.
Il settore della protezione ha rappresentato il fulcro dell’azione, raggiungendo 240.000 persone. Oltre al monitoraggio del rispetto dei diritti umani, l’organizzazione ha fornito supporto psicosociale e gestione dei casi per le sopravvissute a violenza di genere e per i minori vulnerabili, favorendo la riunificazione familiare dei bambini separati. Inoltre, abbiamo supportato le comunità nella produzione di bricchette per cucinare e nello sviluppo di sistemi di cottura più efficienti e sostenibili rispetto ai metodi tradizionali, con l’obiettivo di ridurre il consumo di legna da ardere, la cui ricerca è spesso causa di incidenti gravi.
In ambito di sicurezza alimentare, circa 65.000 persone hanno beneficiato di assistenza economica, distribuzione di sementi e attrezzi agricoli. Per contrastare la malnutrizione sono state attivate cliniche mobili e programmi di distribuzione di farine arricchite per minori e donne in gravidanza o allattamento. Parallelamente, abbiamo risposto tempestivamente all’epidemia di colera nell’Est, attraverso la costruzione di latrine, il miglioramento dei sistemi di acqua potabile e la promozione delle pratiche igieniche. Infine, INTERSOS ha garantito alloggi d’urgenza e kit di beni essenziali a 50.000 rifugiati e rimpatriati, avviando la transizione verso strutture abitative più durature. L’intera strategia è stata attuata valorizzando il leadership locale, attraverso partnership strutturali con organizzazioni nazionali per favorire l’autonomia delle comunità nel lungo periodo.















