Moldavia

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2022

Primo intervento nel Paese

16.700

Persone raggiunte

5

Progetti

1.631.479€

Budget attività


Contesto

A partire dal febbraio 2022, la Moldavia sta affrontando una crisi multidimensionale che intreccia sfide umanitarie, economiche ed energetiche. Sebbene non sia un teatro di conflitto diretto, il Paese subisce le ripercussioni della guerra in Ucraina, ospitando circa 100.000 rifugiati ucraini. Un elemento critico del 2025 è stato l’aggravarsi della crisi energetica, in particolare nella regione della Transnistria, dove le interruzioni nelle forniture di gas hanno esposto gran parte della popolazione al rischio di rimanere senza riscaldamento ed elettricità, aumentando la fragilità di un’area già politicamente instabile.

Le necessità umanitarie rimangono concentrate nei centri urbani, nelle zone di confine e nel territorio della Transnistria. Si stima che tra i 20.000 e i 25.000 rifugiati necessitino ancora di assistenza costante per far fronte a bisogni primari. L’accesso ai servizi essenziali, in particolare alla salute, e il sostegno economico alle comunità ospitanti sono diventati prioritari per prevenire tensioni sociali in un contesto di forte pressione sui servizi pubblici. Oltre alla precarietà economica, rimangono elevati i rischi legati alla protezione, come la violenza di genere e la tutela dei minori.

SETTORI DI INTERVENTO

L’intervento di INTERSOS

Nel 2025, INTERSOS in Moldavia ha risposto ai bisogni di circa 11.000 persone, tra rifugiati ucraini e famiglie moldave in condizioni di fragilità. Operando capillarmente in tutto il Paese — dal Nord al Sud, inclusa la regione della Transnistria — l’organizzazione ha garantito un supporto costante a chi è più esposto agli effetti della crisi, con un’attenzione particolare agli anziani, alle persone con disabilità e alla comunità Rom.

INTERSOS ha offerto un servizio di reindirizzamento ai servizi fondamentali, accompagnando le persone vulnerabili nell’accesso al sistema sanitario e legale. Un’attività di rilievo è stata la mappatura delle comunità Rom sfollate dall’Ucraina, una popolazione spesso invisibile e priva di tutela, per la quale INTERSOS ha coordinato la valutazione dei bisogni a livello nazionale. 

Parallelamente, attraverso l’impiego di unità mediche mobili e di presidi medici statici, abbiamo fornito consultazioni e farmaci dove il sistema pubblico non riusciva ad arrivare. In particolare,  hanno ricevuto voucher per l’acquisto di farmaci, permettendo a molti anziani e malati cronici di proseguire terapie vitali che altrimenti sarebbero state economicamente insostenibili.

INTERSOS ha inoltre fornito supporto per la salute mentale, un bisogno cruciale spesso trascurato nelle emergenze. Grazie ai nostri psicologi, le persone vulnerabili hanno partecipato a percorsi terapeutici individuali e di gruppo per elaborare i traumi legati alla guerra e alla perdita della propria casa. Questo approccio integrato ha permesso di curare il benessere fisico e mentale come un unico percorso, lavorando al contempo con scuole e centri locali affinché il sostegno psicologico diventi una risorsa stabile e accessibile per l’intera comunità.