Yemen, emergenza acqua, migliaia di persone rischiano il colera

Il nostro staff, nella città di Taiz, sensibilizza la popolazione sul corretto uso dell’acqua e dà informazioni sulla costruzione di infrastrutture idriche e igienico-sanitarie

 

 

La città di Taiz si trova nel Sud-ovest dello Yemen ed è il terzo centro abitato più grande del Paese dopo la capitale Sana’a e la città portuale meridionale di Aden. Negli ultimi sei anni di guerra, è diventata nota alla comunità internazionale per quella che è stata definita “la campagna di Taiz”, una delle battaglie più dure avvenuta all’inizio del conflitto nel marzo 2015 e che ha lacerato la città per un lungo periodo. A distanza di così tanto tempo, Taiz rappresenta ancora oggi un’emergenza umanitaria caratterizzata dai molteplici bisogni della popolazione quali cibo, cure mediche e acqua potabile.

 

INTERSOS, che non ha mai abbandonato il territorio neppure nei momenti più cruciali del conflitto, porta avanti un progetto legato proprio all’emergenza acqua in Yemen. Per contribuire a migliorare le condizioni di protezione e igieniche per la maggior parte delle comunità vulnerabili colpite, operatrici e operatori umanitari sono impegnati in interventi di sensibilizzazione sul corretto uso dell’acqua potabile, nello sviluppo di linee guida per costruire strutture per la gestione dei rifiuti e per fornire infrastrutture idriche e igienico-sanitarie. 

 

La popolazione coinvolta nel progetto è molto fragile, composta da coloro che maggiormente subiscono le conseguenze del conflitto in atto come sfollati, minori, donne, disabili e anziani. In coordinamento con le autorità locali, INTERSOS si occupa di garantire informazioni complete necessarie all’installazione di punti d’acqua potabile, attraverso l’ausilio a ricerca e perforazione del terreno e alla successiva costruzione di pompe idriche. 

 

L’importanza dell’accesso all’acqua per le persone sfollate

 

Per le persone sfollate, avere accesso all’acqua può essere davvero difficile. L’igiene diventa quindi impossibile da garantire, così come un’adeguata idratazione quotidiana. Sono circa  67.000 le persone bisognose di aiuto umanitario che INTERSOS intende raggiungere e aiutare nell’area. Siamo impegnati nel trasporto di acqua potabile nei centri abitati oltre all’installazione di punti di clorazione per purificare l’acqua nelle zone dove sono stati individuati focolai di colera. A questo abbiamo unito anche attività di rimozione dei rifiuti solidi che inquinano le poche falde acquifere dell’area e stiamo costruendo punti di lavaggio per le mani nei luoghi pubblici più affollati e nei centri urbani.

 

Acqua pulita e potabile significa evitare il rischio di contrarre il colera o la dissenteria, che per i bambini di età inferiore ai 5 anni possono essere deleterie. Negli ultimi anni ci sono stati 2,5 milioni di casi sospetti e circa 4 mila morti. Se tutto questo viene contestualizzato nell’anno di pandemia di COVID-19 appena trascorso e quello che ancora tutto il mondo sta affrontando, l’emergenza acqua ed igiene diviene cruciale per mitigare la minaccia di diffusione del virus tra la popolazione sfollata.

 

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Flavia Melillo
Flavia Melillo

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