Lo Yemen è uno dei principali paesi di transito per le molte persone che cercano di raggiungere l’Arabia Saudita e l’Oman. Ne abbiamo discusso durante il 3° Forum umanitario europeo nella sessione “Migranti vulnerabili in contesti di crisi dimenticati e fragili – protezione e assistenza umanitaria: un caso di studio nello Yemen” a Bruxelles. Sebbene il conflitto, l’insicurezza alimentare e l’instabilità politica colpiscono sia la popolazione yemenita che quella non yemenita, migranti, rifugiati e richiedenti asilo rappresentano i gruppi più emarginati e vulnerabili in Yemen.

 

Il numero complessivo di migranti in Yemen è triplicato dal 2021 al 2023, passando da circa 27.000 a oltre 90.000. Nel 2023, in Yemen erano presenti circa 308.000 migranti e 72.000 rifugiati e richiedenti asilo, la maggior parte dei quali provenienti da Etiopia e Somalia. 

Con prospettive limitate di autosufficienza economica e gravi difficoltà di accesso ai servizi pubblici di base, la maggior parte di questa popolazione vive in alloggi sovraffollati e insalubri. Inoltre, le donne migranti, rifugiate e richiedenti asilo, comprese le bambine, sono esposte ad alti rischi di violenza di genere, tra cui violenza sessuale, matrimoni forzati, lavori forzati e abusi.

Ad eccezione delle persone di nazionalità somala, a cui viene riconosciuto lo status di rifugiati, coloro che provengono da altri paesi sono considerati richiedenti asilo o migranti illegali.

Tale distinzione ha una serie di conseguenze estremamente negative sulla popolazione migrante. Queste persone hanno infatti un accesso limitato ai servizi sanitari, poiché gli ospedali e le strutture sanitarie in Yemen, dopo 9 anni di conflitto, faticano a soddisfare i bisogni urgenti della comunità locale e le risorse e capacità limitate rendono difficile estendere il supporto alla popolazione migrante. Inoltre i migranti spesso non riescono ad accedere alla protezione legale, il che li espone al rischio di sfruttamento, abusi, arresti, detenzione e deportazione, senza la possibilità di accedere a una rappresentanza legale adeguata.

Molte persone in movimento sono esposte alle pratiche di sfruttamento da parte dei contrabbandieri e dei trafficanti, tra cui l’estorsione. Anche il rischio di rapimento da parte delle reti di trafficanti e delle bande criminali è alto e, a volte, i migranti vengono persino reclutati da gruppi armati per combattere nel conflitto. Le donne e i bambini in particolare, poi,  durante il viaggio sono altamente vulnerabili alla violenza fisica e sessuale, perpetrata da contrabbandieri, trafficanti e talvolta da altri migranti. 

Nel 2024 si stima che i bisogni e le vulnerabilità di questa popolazione si intensificheranno ulteriormente, a causa della mancanza di alloggi, occupazione, protezione sociale e inclusione sociale. Data la situazione,  nei primi due mesi del 2024, le Squadre di Risposta Mobile (MRT) di INTERSOS in Yemen hanno già assistito quasi 3.600 migranti nelle regioni meridionali di Aden, Abyan e Shabwa.

INTERSOS fornisce assistenza ai migranti in Yemen dal 2017. Operiamo attraverso squadre mobili composte da operatori sociali, infermieri e avvocati, distribuendo generi alimentari ricchi di energia e beni di prima necessità, assicurando primo soccorso medico, supporto psico-sociale, assistenza legale e rinvii medici ai servizi sanitari specializzati. I minori non accompagnati intercettati dalle squadre mobili, inoltre, vengono indirizzati al centro Al Takaful, un centro di accoglienza gestito sempre dal nostro staff.

L’assistenza ai migranti nel paese non è priva di sfide. Le Squadre di Risposta ai Migranti (MRT) di INTERSOS devono affrontare condizioni di insicurezza quando si muovono all’interno delle zone di conflitto, oltre a posti di blocco e coprifuoco, ritardi nell’ottenimento dei permessi di movimento e ostacoli burocratici. Inoltre, i finanziamenti limitati rappresentano una sfida significativa, che limita la capacità delle organizzazioni di fornire servizi essenziali e supporto alle popolazioni migranti, aggravando così la loro vulnerabilità.

Per rispondere alle pressanti esigenze della popolazione migrante, è fondamentale dare priorità all’assistenza umanitaria immediata, rafforzando il coordinamento tra gli attori e ampliando l’accesso ai servizi di base, in particolare per i gruppi vulnerabili. La promozione di riforme politiche e l’assistenza legale sono essenziali per proteggere i diritti dei migranti e garantire il loro benessere. Inoltre, affrontare le cause profonde attraverso iniziative di sviluppo sostenibile è fondamentale per trovare soluzioni a lungo termine alla crisi dei migranti.