Dallo scoppio del conflitto in Sudan nel 2023, la Libia ha assistito a un flusso continuo di persone in cerca di sicurezza e oggi ospita oltre 559.000 rifugiati sudanesi. Le persone e le famiglie in fuga dalla violenza affrontano viaggi lunghi e difficili, segnati da spostamenti spesso ripetuti, insicurezza diffusa e da un accesso limitato ai servizi e alle risorse di base. Molte di queste famiglie transitano, altre si stabiliscono in località come Sabha, Ajdabiya e Tripoli. Per i bambini l’impatto emotivo legato all’abbandono delle proprie case e alla situazione di instabilità è profondo e li rende fortemente vulnerabili e in urgente bisogno di protezione.

Il progetto LISAN e i Centri Baity

Per rispondere a questi bisogni cruciali, da gennaio 2025 INTERSOS porta avanti il progetto Libia Safety Net and Resilience Programme for vulnerable communities (LISAN), collaborando in un consorzio insieme al Danish Refugee Council (DRC) e al Norwegian Refugee Council (NRC). Resa possibile grazie al sostegno finanziario dell’Unione Europea, questa iniziativa mira a migliorare l’accesso ai servizi essenziali, promuovere comunità più sicure e rafforzare le capacità locali nel rispondere ai rischi di protezione affrontati dalle popolazioni vulnerabili, tra cui migranti, rifugiati, richiedenti asilo, sfollati interni e comunità ospitanti.

Al centro della risposta di INTERSOS ci sono i Centri Comunitari – chiamati anche “Centri Baity” –, che fungono da spazi sicuri e protettivi per persone vulnerabili e a rischio a Tripoli, Ajdabiya e Sabha, con una particolare attenzione ai bambini. Riconoscendo che i più piccoli hanno bisogno di qualcosa di più della semplice incolumità fisica, INTERSOS si concentra sulla gestione dei casi individuali e sul supporto psicosociale come attività centrali di protezione. Gli assistenti sociali di INTERSOS offrono un pacchetto integrato di assistenza diretta e completa che include il primo soccorso psicologico, la consulenza psicosociale e legale specializzata, e percorsi di orientamento mirati all’interno e all’esterno dell’organizzazione. In parallelo, i giochi cooperativi e l’apprendimento emotivo, le attività di supporto psicosociale aiutano i bambini a elaborare i traumi, a sviluppare meccanismi positivi di adattamento e a restituire un senso di normalità alle loro vite.

Le storie di Khalil, Omar e Aisha

L’impatto di queste attività finanziate dall’UE è visibile soprattutto nei bambini che hanno trovato uno spazio sicuro all’interno dei Centri Baity. Nel 2024, i gemelli di 11 anni Khalil e Omar sono stati costretti a fuggire dal Sudan con la loro famiglia. Il loro viaggio verso la Libia è stato straziante; hanno subito furti e vissuto nell’ insicurezza prima di stabilirsi in un campo per rifugiati sudanesi ad Ajdabiya. Il prolungato sfollamento ha avuto un forte impatto sul benessere emotivo dei ragazzi, ostacolando la loro capacità di interazione con gli altri. Dopo l’iscrizione al Centro Baity di INTERSOS, i gemelli hanno iniziato a frequentare sessioni strutturate di supporto psicosociale. Nel corso del tempo, queste attività hanno aiutato i fratelli a ritrovare fiducia e stabilità emotiva. Khalil e Omar hanno ricostruito relazioni positive con i loro coetanei e hanno scoperto modi sani per esprimersi, con Omar che ha trovato una gioia particolare nel disegno. Oggi non vedono l’ora di frequentare il centro ogni giorno, e la loro mamma si dice molto orgogliosa dei loro progressi. 

Prima della guerra, Aisha, 9 anni, si godeva un’infanzia pacifica in Sudan. Quando è arrivata a Sabha, la paura e l’incertezza dello sfollamento l’avevano resa profondamente chiusa in se stessa. Durante i suoi primi giorni al centro, Aisha si sentiva facilmente sopraffatta, evitava il contatto visivo e parlava a voce così bassa che si faceva fatica a sentirla. Per sostenerla, il team di INTERSOS ha introdotto attività strutturate di supporto psicosociale, specificamente progettate per aiutare i bambini a elaborare le proprie emozioni in modo sicuro. Attraverso il disegno, le carte delle emozioni ed esercizi interattivi, Aisha ha gradualmente imparato a riconoscere e comunicare i propri sentimenti, anziché piangere quando si sentiva in difficoltà. Grazie ai giochi di gruppo e ai giochi di ruolo, ha iniziato a stringere amicizie e a dare fiducia agli altri. Quella bambina un tempo così isolata si è trasformata in una ragazza emotivamente forte e sicura di sé, che ora partecipa attivamente alle decisioni di gruppo e condivide volentieri le cose con i suoi coetanei.

Per Khalil, Omar e Aisha, i Centri Baity di INTERSOS sono diventati molto più di un semplice posto dove andare durante il giorno. Sono ambienti di protezione vitali dove i bambini possono guarire dalle ferite invisibili del conflitto