Nel Paese, ogni due ore una donna muore di parto per cause solitamente prevenibili e 5,5 milioni di donne e ragazze in età fertile hanno bisogno di servizi per la salute riproduttiva

 

 

Samia, al nono mese di gravidanza, è una dei 4,5 milioni di sfollati a causa del conflitto in corso nello Yemen dal 2015. Cinque anni fa ha lasciato casa sua e si è trasferita ad Al-Basateen, vicino Aden, a casa di parenti. Quando la situazione economica è peggiorata e suo marito è rimasto senza lavoro, si è stabilita nel sito per sfollati di Al-Ribat, nel governatorato di Lahj, dove più di 3.000 persone vivono in tende. INTERSOS è l’unica realtà a garantire cure mediche di base nel sito.

 

Samia è stata seguita dal nostro staff fin dall’inizio, ha ricevuto tutte le cure prenatali di cui aveva bisogno e la sua gravidanza non ha avuto complicazioni. Fino al nono mese, quando il nostro medico le ha diagnosticato un’emorragia vaginale per la quale è stata rinviata all’ospedale distrettuale di Al-Wahat. Qui, un’ecografia con parametri normali ha fatto rientrare ogni preoccupazione e Samia è stata dimessa. Il giorno dopo è entrata in travaglio e il marito l’ha portata alla clinica mobile di INTERSOS dove, da un parto d’emergenza, è nato un bimbo bello e sano, che ha subito sparso gioia tra lo staff.

 

Dopo la nascita del bimbo, l’ostetrica ha fatto una visita domiciliare a casa di Samia per assicurarsi che mamma e figlio stessero bene. Lo ha fatto accompagnata da Ola, una delle nostre preziose volontarie impegnate nelle attività di sensibilizzazione della comunità, che seguono, accompagnano e informano tante mamme della comunità sull’importanza dell’allattamento al seno e sulle migliori pratiche per l’alimentazione dei neonati.  Samia è stata fortunata, ma sono tante, troppe le donne che ogni giorno, nello Yemen, non hanno accesso ai servizi sanitari di base.

 

Dopo un conflitto arrivato all’ottavo anno, nello Yemen 21,6 milioni di persone, quasi tre quarti dell’intera popolazione, hanno bisogno di assistenza umanitaria. Il sistema sanitario è appeso a un filo. Solo la metà di tutte le strutture sanitarie è ancora in funzione e di queste, solo il 20% fornisce servizi di salute materno-infantile. Nello Yemen, ogni due ore una donna muore di parto per cause solitamente prevenibili. 5,5 milioni di donne e ragazze in età fertile hanno bisogno di servizi per la salute riproduttiva. 1,5 milioni di donne in gravidanza e in allattamento sono gravemente malnutrite. Tre quarti dei 4,5 milioni di sfollati nello Yemen sono donne e bambini, la maggior parte dei quali è stata sfollata più volte.*

 

Nello Yemen offriamo servizi emergenziali integrati di salute, nutrizione e protezione alle persone colpite dal conflitto e sfollate ad Hajja (distretti di Abs e Ku’aydina), Aden (distretti di Al-Buraiqa e Dar Sa’ad) e Lahj (campo sfollati di Al-Ribat nel distretto di Tuban).

 

Ad Hajja abbiamo due cliniche mobili e supportiamo quattro strutture sanitarie che riforniamo di farmaci e attrezzature mediche. Operiamo con tre ambulanze con attrezzatura per rianimazione e supportiamo due ospedali distrettuali a cui pure forniamo farmaci e attrezzature. Inoltre, offriamo servizi di protezione d’emergenza integrati con i servizi di salute e nutrizione. Ad Aden e Lahj, collaboriamo con molti volontari per la sensibilizzazione della comunità. Abbiamo tre cliniche mobili e due ambulanze con attrezzatura per rianimazione, per trasferire i casi di emergenza agli ospedali più vicini. Anche qui ci occupiamo di protezione, insieme ai volontari che accompagnano il personale nei colloqui e nell’erogazione dei vari servizi di sostegno.

 

*dati UNFPA https://reliefweb.int/report/yemen/126-million-women-and-girls-yemen-need-life-saving-support

 

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