Yemen, appello per la riapertura del principale porto del paese

Un appello urgente è stato lanciato da 17 organizzazioni umanitarie attive in Yemen, tra cui INTERSOS, per chiedere la riapertura “completa e non condizionata” del porto di Hudaydah, il principale scalo commerciale del paese.

Milioni di yemeniti sono ormai allo stremo a causa di quasi tre anni di guerra e della estrema penuria di beni primari. L’embargo totale delle merci imposto dalla coalizione militare a guida saudita nel mese di novembre ha ulteriormente aggravato una situazione umanitaria già drammatica. Lo Yemen è uno dei paesi con il più alto tasso di malnutrizione al mondo: la vita del 75% della popolazione, tra cui oltre 11 milioni di bambini, dipende dagli aiuti umanitari.

Le ONG si rivolgono a tutte le parti coinvolte nel conflitto per chiedere di mitigare in ogni modo possibile l’impatto della guerra sui civili.

La sospensione parziale del blocco delle merci concessa per 30 giorni alla fine del 2017 non è infatti sufficiente e la situazione continua a peggiorare. Oltre al cibo, è fondamentale far arrivare nel paese scorte di carburante, indispensabile non solo a garantire i trasporti, ma anche al funzionamento dei generatori elettrici (compresi quelli che fanno funzionare le apparecchiature mediche degli ospedali) e delle pompe idriche grazie alle quali milioni di yemeniti hanno accesso all’acqua.

Chiediamo alla comunità internazionale di non sottrarsi alle proprie responsabilità e farsi portavoce di questo appello”, sottolinea la dichiarazione. Quello di Hudaydah è stato a lungo il porto più importante dello Yemen e, nonostante i danni significativi subiti nel corso del conflitto, continua ad essere il principale punto di accesso per le merci e gli aiuti umanitari in un paese che in questo momento ha bisogno di tutto. Per questo dalla sua riapertura dipende la sopravvivenza di milioni di persone, che in questo momento sono letteralmente a rischio di morire di fame.

 

 

Mariangela
Mariangela

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