Iraq, come il documento d’identità permette di tornare ad avere dei diritti

Nel Paese ci occupiamo di assistenza legale, fondamentale per l’ottenimento di documentazione civile per le persone sfollate, altrimenti fuori dai servizi essenziali 

 

 

Terreno di violenti scontri con il gruppo armato ISIS, l’Iraq ha registrato negli anni un numero significativo di persone sfollate interne (IDPs) che ad oggi, secondo le ultime stime dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), raggiunge la cifra di 1,2 milioni. Con la distensione del conflitto, il loro numero si è significativamente ridotto (oltre 3 milioni nel 2017), tuttavia preoccupa ancora molto la quantità di persone sfollate che non riescono a fare ritorno alle proprie abitazioni. Spesso le limitazioni negli spostamenti sono dovute a motivi di sicurezza: agli arresti ai check point. In questo contesto risulta quindi decisiva una pratica che può sembrare banale ma che qui è invece fondamentale per ricominciare a condurre una vita normale: l’ottenimento di un documento d’identità, un certificato di matrimonio o altro documento utile al riconoscimento e quindi al reinserimento in società e al godimento dei servizi pubblici. 

 

L’accesso ai documenti è un intervento chiave nei progetti di protezione e assistenza sociale e legale delle persone sfollate, perché va a mitigare il rischio di detenzione e respingimento e consente l’accesso ai servizi essenziali. “La mancanza di documentazione civile è considerata una delle principali preoccupazioni nel settore della protezione, perché influisce su molti aspetti.Tra i principali c’è quello dell’iscrizione dei bambini a scuola, l’accesso ai generi alimentari, la possibilità di presentare istanze al tribunale, la libertà di movimento, la prevenzione da arresti arbitrari e molto altro”, racconta Ali Sulaiman, Deputy Protection Manager di INTERSOS in Iraq.

 

L’assistenza legale tutela le persone più vulnerabili 

 

In precedenza, le pratiche per ottenere i documenti venivano completate dai team di avvocati di INTERSOS, poi le persone assistite dovevano recarsi presso l’ufficio della Direzione Affari Civili (CAD) del Ministero dell’Interno (MoI) del Governo iracheno per formalizzare la procedura e ottenere i documenti. Il doversi presentare fisicamente nei vari uffici, spesso impediva ai più vulnerabili di ricevere la loro documentazione civile, perché molti non avevano la possibilità di viaggiare e raggiungere a proprie spese le sedi istituzionali. Per questo a partire da dicembre 2019 INTERSOS, in collaborazione con UNHCR Iraq, si occupa di fornire agli sfollati assistenza legale evitando loro di doversi muovere per raggiungere le sedi istituzionali.

 

“L’impatto di queste operazioni è impressionante e sono iniziate solo un anno e mezzo fa”, spiega Pietro Caburrosso, Country Programme Coordinator di INTERSOS, “In una giornata, in sole cinque ore, sono state prodotte 139 carte d’identità e di rigettate ce n’è stata solo una. I livelli di rischio per le persone senza documenti sono estremamente più alti rispetto a chi invece li ha in regola”.

 

Funzionari governativi rilasciano i documenti di identità in loco

 

Le visite avvengono con cadenza settimanale, per una durata di quattro o cinque ore, e consentono a dei funzionari governativi di recarsi personalmente in loco e completare lì il processo di rilascio delle carte di identità civili, senza che il beneficiario debba recarsi all’ufficio competente che dista circa 200 km. Secondo i dati che abbiamo raccolto a Baaj, nel governatorato di Ninewa, durante il 2021 sono stati rilasciati 658 documenti e 143 sono attualmente in lavorazione.

 

Avere un documento in un contesto di post conflitto, soprattutto dove i livelli di tensione politica, etnica e religiosa sono ancora molto alti, può garantire il rispetto dei diritti fondamentali. “Questo servizio ci aiuterà a superare molte barriere, per ottenere il certificato di nazionalità iracheno che è considerato essenziale per il rilascio di altri documenti”, racconta una delle persone assistite da INTERSOS.

 

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Flavia Melillo
Flavia Melillo

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