Nigeria

2016
Primo intervento nel Paese
479.200
Persone raggiunte
22
Progetti
6.036.229€
Budget attività
Contesto
La crisi in Nigeria si è confermata nel 2025 come una delle emergenze più complesse e stratificate, frutto di oltre sedici anni di conflitti armati, violenza e disastri climatici. Il Paese è diviso tra il conflitto nel Nord-Est, guidato dai gruppi armati non statali (non-state armed groups), mentre il Nord-Ovest è caratterizzato da banditismo, criminalità e rapimenti. A questa insicurezza si è aggiunto un 2025 particolarmente complesso dal punto di vista ambientale: le alluvioni hanno colpito oltre 5 milioni di persone, distruggendo 1,3 milioni di ettari di coltivazioni proprio durante il raccolto e accelerando la crisi alimentare. Con quasi 35 milioni di persone che necessitano di assistenza alimentare, la Nigeria rappresenta oggi l’emergenza nutrizionale più vasta a livello globale.
Il cuore della crisi rimane lo Stato di Borno, nel Nord-Est, ma i bisogni stanno aumentando rapidamente anche nel Nord-Ovest a causa della combinazione tra violenza e malnutrizione acuta, che colpisce oltre 6 milioni di bambini, secondo l’IPC Acute Malnutrition Analysis. Oltre alla fame, il Paese affronta una profonda crisi di Protezione: i civili, in particolare donne e minori, sono esposti quotidianamente a rischi, tra cui violenze di genere, matrimoni forzati e reclutamento di bambini soldato. La presenza di ordigni inesplosi e il collasso delle infrastrutture sanitarie ed educative completano un quadro molto complesso. Infine, la situazione è aggravata dalla cronica carenza di fondi umanitari internazionali, che è scesa nel 2025 al livello più basso dell’ultimo decennio.
L’intervento di INTERSOS
Nel 2025, INTERSOS si è impegnata per rispondere alla crisi, operando negli stati di Borno (Nord-Est) e Zamfara (Nord-Ovest). L’organizzazione ha garantito assistenza a più di 400.000 persone, con un’attenzione prioritaria a donne, bambini sotto i cinque anni e sfollati appena arrivati nei campi, spesso in condizioni di estrema vulnerabilità.
I nostri team hanno effettuato oltre 105.000 visite mediche, garantendo cure di base in aree isolate e devastate dai conflitti. Di fronte al raddoppio dei tassi di malnutrizione acuta, sono stati presi in carico 15.000 bambini, integrando cure mediche e distribuzione di alimenti terapeutici. Un’iniziativa di rilievo nel Nord-Ovest è stata la produzione comunitaria del “Tom Brown“, un supplemento alimentare fortificato realizzato coinvolgendo direttamente le famiglie, trasformando la risposta all’emergenza in un’occasione di formazione e resilienza per la comunità locale.
Oltre 171.000 persone hanno ricevuto assistenza alimentare, spesso attraverso trasferimenti monetari che permettono alle famiglie di acquistare ciò di cui hanno più bisogno. Parallelamente, i nostri team hanno preso in carico 386 casi di violenza di genere e protezione dei minori, offrendo non solo supporto psicologico e legale, ma anche un aiuto economico diretto. Infine, INTERSOS ha confermato il suo ruolo nella logistica: gestendo magazzini condivisi e il consolidamento dei carichi aerei a Maiduguri, ha permesso a 41 organizzazioni partner di stoccare e trasportare oltre 6.000 tonnellate di aiuti verso aree remote e altrimenti irraggiungibili, garantendo che i soccorsi arrivassero a destinazione nonostante l’insicurezza delle rotte stradali.















