Mali

2023
Primo intervento nel Paese
4.600
Persone raggiunte
5
Progetti
1.190.587€
Budget attività
Contesto
Il Mali continua ad affrontare una crisi umanitaria alimentata da una combinazione di insicurezza persistente, tensioni comunitarie ed effetti dei cambiamenti climatici. Sebbene inizialmente confinato nelle regioni settentrionali, il conflitto si è progressivamente esteso verso il centro e il sud del Paese. Il Mali, nel 2025, ha contato oltre 414.000 sfollati interni. Le regioni di Gao, Ménaka e Mopti sono rimaste le più colpite, ma la pressione demografica si è fatta sentire anche nei governatorati meridionali, dove l’arrivo massiccio di sfollati ha gravato sui servizi sociali di base e sulle comunità ospitanti, già provate dalla scarsità di risorse.
La dinamica dei movimenti di popolazione è rimasta volatile e strettamente legata al conflitto interno, che ha costretto migliaia di persone a spostamenti improvvisi verso centri più sicuri. Le donne e i bambini hanno rappresentato il 58% della popolazione sfollata, un dato che evidenzia l’importanza di interventi mirati alla protezione e all’accesso ai servizi essenziali. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), nel 2025, circa 6,4 milioni di persone hanno avuto necessità di assistenza umanitaria, con circa 1,5 milioni di individui in uno stato di vulnerabilità acuta, prive dei mezzi minimi per il sostentamento quotidiano, tra cui capifamiglia donne, anziani e persone con disabilità. Oltre all’insicurezza alimentare, particolarmente acuta nelle zone di Bankass e Douentza, la risposta umanitaria ha dovuto far fronte a ostacoli strutturali quali il sottofinanziamento cronico e le costanti difficoltà di accesso alle zone dove i bisogni sono maggiori.
L’intervento di INTERSOS
Nel 2025, l’azione dell’organizzazione si è distinta per un approccio integrato nei settori della Protezione e della Salute, volto a garantire una presa in carico completa delle popolazioni colpite dal conflitto, degli sfollati interni e delle comunità ospitanti, con un’attenzione prioritaria verso donne, minori e persone con disabilità.
Nel settore della Protezione abbiamo garantito la gestione dei casi più vulnerabili e la creazione di spazi sicuri, dove donne e ragazze hanno beneficiato di percorsi di formazione professionale con l’obiettivo di generare reddito. Le campagne di sensibilizzazione, che hanno coinvolto oltre 63.000 persone, si sono focalizzate sulla prevenzione della violenza di genere, sulla protezione dei minori e sulla diffusione dei percorsi di assistenza disponibili sul territorio, garantendo che le popolazioni più isolate conoscano i propri diritti e le modalità per accedere gratuitamente ai servizi di cura. Parallelamente, abbiamo garantito supporto psicosociale e cure mediche a 206 persone sopravvissute a violenze e abusi.
Nel settore della Salute e Nutrizione, INTERSOS ha supportato 5 centri sanitari comunitari attraverso la fornitura di farmaci essenziali e il rafforzamento delle capacità del personale locale, assicurando attività di screening e trattamento della malnutrizione, in particolare per i bambini e le madri in fase di allattamento.
Il 2025 si è distinto per il lavoro svolto insieme alle organizzazioni locali, che sono in prima linea. Questo è stato fatto grazie al progetto PARTAGE, una iniziativa innovativa che ha permesso di rafforzare le capacità di gestione dei rischi di sicurezza di 72 organizzazioni della società civile locale, anche grazie al lancio di un sito dedicato che offre oltre 100 strumenti pratici adattati al contesto maliano. Inoltre 38 ONG nazionali sono state sostenute attraverso l’erogazione di micro-finanziamenti mirati alla loro sostenibilità operazionale. Questo impegno nel rafforzamento delle competenze locali garantisce non solo l’efficacia immediata dell’aiuto, ma anche la sostenibilità a lungo termine degli interventi in un contesto operativo estremamente instabile.








