"Voci per r-esistere”: un anno di ricerca partecipata da parte dei ragazzi di Borgo Mezzanone

Il report nasce dal progetto di INTERSOS e ASGI grazie al quale sono stati gli stessi abitanti degli insediamenti informali a individuare i problemi della comunità e ad avanzare proposte alle istituzioni

 

Regia e montaggio di Bruno Pitzalis

 

Promuovere il miglioramento delle condizioni di vita e lavoro dei migranti che vivono nella provincia di Foggia attraverso azioni compiute dalla comunità stessa. Questo l’obiettivo del progetto ideato e sviluppato in questo ultimo anno da INTERSOS insieme ad ASGI, l’Associazione Studi giuridici per l’immigrazione, con il contributo di Open Society Foundations.

 

L’approccio con cui è stato portato avanti questo progetto è definito tecnicamente “community based approach”: si tratta di una strategia di azione che parte dalla valorizzazione della comunità in cui si deve avviare il cambiamento, attraverso il coinvolgimento attivo delle persone che vi fanno parte, il riconoscimento delle loro capacità e risorse quali strumenti principali con cui realizzare gli obiettivi di miglioramento delle condizioni di vita della popolazione di riferimento.

 

Otto persone, ragazze e ragazzi, che vivono a Borgo Mezzanone, hanno ricoperto per un anno il ruolo di “antenne”: dopo un periodo di formazione sui metodi e gli strumenti della ricerca partecipata, hanno recepito i bisogni della comunità in cui vivono e, guidati da operatori e operatrici umanitari, hanno intrapreso azioni di advocacy dal basso, ossia hanno presentato istanze e proposte alle istituzioni volte a migliorare le condizioni degli abitanti dell’insediamento.

 

Il report che è nato da questa esperienza racchiude tutti i dati raccolti dalle “antenne” di Borgo Mezzanone: le necessità evidenziate dalle persone, le sollecitazioni fatte nei confronti delle istituzioni e le proposte nate dal basso. Nel rapporto vengono riportati i principali problemi evidenziati dalle comunità di migranti presenti nel ghetto: la mancanza di occupazione, il lavoro in nero e lo sfruttamento nei campi, la conseguente impossibilità di avere i documenti o avere un contratto di affitto.

 

Al termine di queste attività di indagine e advocacy legate al progetto di INTERSOS, le “sentinelle” hanno detto di voler proseguire il loro lavoro nell’insediamento in quanto hanno riscontrato un grande bisogno di orientamento e di informazioni chiare e univoche da parte della comunità. Hanno inoltre avanzato una proposta: la creazione di uno sportello informativo all’interno di Borgo Mezzanone dove loro stessi possano offrire agli abitanti del ghetto servizi di orientamento, mediazione ed eventualmente accompagnamento ai servizi sul territorio.

 

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Flavia Melillo
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