Fame Yemen, 16 milioni di persone a rischio carestia | INTERSOS

Quest’anno, rispetto a quello passato, si contano 3 milioni in più di persone in stato di malnutrizione anche a causa della pandemia da COVID-19 

 

 

Soffrire la fame significa non riuscire ad avere cibo a sufficienza per il proprio fabbisogno quotidiano. Significa non poter avere disponibilità di differenti beni primari indispensabili per una alimentazione equilibrata, che sia finalizzata al proprio benessere fisico e mentale. Per 16 milioni di persone in Yemen accade esattamente questo. Vivono sull’orlo della carestia, attraversando una crisi alimentare che aggrava fortemente il già loro precario stato di salute. Oltre la metà della popolazione non è in grado di garantire pasti regolari ogni giorno né tanto meno poter accedere a generi alimentari di base. Questo, è risultato inevitabile di sei anni di conflitto ininterrotto che ha generato milioni di sfollati oltre ad aver annientato ogni mezzo di sussistenza e trascinato l’economia verso un baratro al momento senza uscita. 

 

L’anno trascorso, segnato da una pandemia globale e inevitabile affaticamento del sistema economico e sanitario in ogni paese, ha condotto lo Yemen in una condizione ancora peggiore, con aumento di sacche di carestia che negli ultimi 12 mesi sono tornate a livelli di estrema emergenza umanitaria.

 

I numeri della crisi alimentare

 

INTERSOS, con la sua squadra di operatori ed operatrici sul campo in ogni regione del paese anche le più remote, ha potuto osservare da vicino il declino accelerato dell’ultimo anno. Bambini e bambine affette da malnutrizione acuta che hanno raggiunto la cifra di 2.254.663 e quelli che vivono in uno stato di grave malnutrizione sono ad oggi circa 395.195.

 

La guerra, il crollo economico e sociale, la pandemia, le altre malattie virali come il colera costruiscono un quadro che non smette di peggiorare e che, nonostante i continui appelli del mondo dell’umanitario, la comunità internazionale continua a rilevare con timorosa indifferenza. Nei governatorati di Al Jawf, Amran e Hajjah, dall’inizio del 2021, stando ai dati di WFP e FAO, si stima che entro la fine dell’estate la popolazione che si trova a livelli catastrofici di insicurezza alimentare triplicherà rispetto al mese di aprile, arrivando a 47.000 persone. In generale, in tutto il paese, si parla di 3 milioni di persone in stato di malnutrizione in più rispetto allo scorso anno. 

 

La fragilità dei minori impone alle organizzazioni umanitarie sul campo un intervento preventivo, con questo approccio dal 2015 INTERSOS fornisce servizi nutrizionali ai bambini sotto i cinque anni di età, a donne in gravidanza e che allattano oltre ad altri gruppi vulnerabili in cinque diversi governatorati dello Yemen. La fame, divenuta centrale negli ultimi 12 mesi e che a causa delle restrizioni e periodi di chiusura nel paese si è radicata velocemente su tutto il territorio in conflitto, è un tema prioritario in quasi ogni attività umanitaria, di cui la maggior parte legate ad interventi di malnutrizione acuta in 28 strutture sanitarie supportate da INTERSOS.

 

Le conseguenze della pandemia sulla fame

 

Con il COVID-19 le interruzioni delle catene di approvvigionamento alimentare e la drastica riduzione del reddito pro-capite, hanno fatto lievitare i prezzi del paniere al punto che si prevedere un peggioramento delle condizioni di vita per migliaia di famiglie, soprattutto nelle aree settentrionali del paese. Aree, queste, dove spesso l’accesso umanitario è reso impossibilitato o rischioso per motivi di sicurezza o per assenza di collegamenti infrastrutturali. 

 

In queste zone, le operatrici ed operatori INTERSOS cercano costantemente di accedere per raggiungere il maggior numero di persone possibile attraverso cliniche mobili e team in grado di spostarsi e facilitare anche l’accesso ai servizi nutrizionali.

 

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Chiara De Stefano
Chiara De Stefano

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