COVID-19: è il momento di proteggere i diritti dei lavoratori stagionali

Il lavoro quotidiano del team mobile di INTERSOS nelle campagne della Capitanata, in provincia di Foggia, si intreccia fortemente con l’impegno per denunciare lo sfruttamento e migliorare condizioni di vita dei lavoratori stagionali: una popolazione di circa 2400 persone nei mesi invernali che salgono fino ad oltre 6mila nel corso dell’estate, costrette a vivere in quelli che vengono definiti con termine certo non positivo “ghetti”, baraccopoli caratterizzate da gravissime lacune igienico – sanitarie, promiscuità e degrado.

 

 

In un contesto come questo, la nostra azione medica diretta non può essere scissa dalla testimonianza e dall’iniziativa a tutela di diritti fondamentali: il diritto all’abitare, il diritto alla salute, i diritti di cittadinanza. Un nesso – quello tra salute e diritti – che ha guidato il nostro progetto a Foggia nel corso degli ultimi due anni e che assume, se possibile, ancor maggiore urgenza e centralità di fronte alla minaccia rappresentata dall’epidemia di Coronavirus. Sono diverse le iniziative alle quali INTERSOS sta partecipando in queste settimane, a cominciare dalla richiesta di regolarizzazione dei migranti privi di permesso di soggiorno, per favorire l’emersione di coloro che sono costretti a vivere e lavorare irregolarmente.

 

INTERSOS stessa è stata promotrice di una lettera rivolta alle Regioni e sottoscritta da diverse associazioni, per chiedere di garantire, anche negli insediamenti informali come i “ghetti” alcune misure minime indispensabili alla prevenzione dell’epidemia, come l’approvvigionamento idrico, la distribuzione periodica di kit igienici, la disponibilità di servizi igienici e la raccolta periodica dei rifiuti.

 

Abbiamo sostenuto la campagna lanciata da Terra! e FLAI CGIL, con una lettera aperta, indirizzata al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e ai ministri competenti, per chiedere “una sanatoria contro il Coronavirus, per garantire l’accesso alle cure e al lavoro pulito a chi vive nei ghetti del nostro paese”. I firmatari esprimono “profonda inquietudine e preoccupazione per le migliaia di lavoratori stranieri che abitano nei tanti ghetti e accampamenti di fortuna sorti nel nostro paese“ e chiedono di “svuotare i ghetti”, segnalando come i Prefetti – destinatari di nuovi poteri a seguito del DCPM del 09 marzo – possano “adottare disposizioni volte alla messa in sicurezza dei migranti e richiedenti asilo presenti sul territorio, mediante l’allestimento o la requisizione di immobili a fini di sistemazione alloggiativa”.

 

Infine, ci siamo mossi anche a livello europeo, aderendo a un documento promosso da numerose organizzazioni per chiedere alla Commissione e al Parlamento europeo di adottare misure per la tutela dei diritti dei lavoratori stagionali. Insieme alle iniziative di sensibilizzazione delle Istituzioni e di advocacy, prosegue l’impegno diretto sul territorio: con la firma, il 25 marzo, della convenzione con l’agenzia regionale AReSS Puglia, la ASL, la prefettura di Foggia e il ministero del Lavoro, gli operatori di INTERSOS – già impegnati da due anni negli insediamenti della Capitanata – hanno cominciato a lavorare in supporto al sistema sanitario regionale per affrontare l’emergenza Covid-19 tra i braccianti che vivono nel Foggiano.

 

“In questa fase – spiega Alessandro Verona, referente medico dell’Unità Migrazione di INTERSOS a Foggia – la soluzione preventiva più importante, in modo che possano mettere in pratica le misure di prevenzione, è fornire un alloggio degno in piccole unità abitative, cosa non semplice in corso d’emergenza, e nelle more occorre aumentare i precari standard igienico sanitari, portando acqua potabile e servizi igienici, rimuovendo i rifiuti accumulati negli anni, e assicurando supporto alimentare ”

 

COSA CHIEDE INTERSOS:

  • Regolarizzazione dei migranti privi di permesso di soggiorno, per favorire l’emersione di coloro che sono costretti a vivere e lavorare irregolarmente.
  • Soluzioni abitative: riallocare le persone che vivono nei ‘ghetti’ in piccole unità abitative, in modo che possano mettere in pratica le misure di prevenzione.
  • Immediati interventi socio – sanitari: approvvigionamento idrico, distribuzione periodica di kit igienici, disponibilità di servizi igienici e la raccolta periodica dei rifiuti.
  • Interventi normativi a livello europeo per garantire i diritti dei lavoratori stagionali.

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Flavia Melillo
Flavia Melillo

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