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VENEZUELA

L’INTERVENTO DI INTERSOS

Gli operatori umanitari di INTERSOS, da maggio 2019, in stretta collaborazione con il Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli (CISP), si trovano in Colombia nelle aree di Cucutà e Arauca e, in Venezuela, nell’area di San Cristòbal per fornire cure mediche, assistenza psicosociale e supporto alla documentazione legale per garantire accessi ai servizi di base.
È urgente garantire cure mediche e protezione alle persone in fuga dal Venezuela, in particolare ai migranti in transito: famiglie, anziani e bambini costretti a percorrere lunghi tragitti a piedi senza che non hanno accesso ad alcun tipo di assistenza.

HIGHLIGHTS

CONTESTO

In Venezuela è in corso una crisi umanitaria senza precedenti. Sono 4 milioni le persone che dal 2014 hanno lasciato il Paese per fuggire principalmente dalla povertà e dalla drammatica situazione creatasi per via dei continui razionamenti di cibo ed energia elettrica che hanno portato alla difficoltà di reperire anche generi di prima necessità.
La fornitura di elettricità e acqua è ancora limitata in molti Stati, in particolare al di fuori del Distretto della Capitale, influendo pesantemente sul funzionamento delle strutture sanitarie e scolastiche. Il sistema sanitario venezuelano è al collasso. Molti medici hanno lasciato il Paese. Ciò, unito alla mancanza di medicine e attrezzature, ha portato alla sospensione di attività e alla chiusura di interi reparti ospedalieri.
I caminantes, così vengono chiamati i migranti in transito, sono concentrati nell’area di confine della Colombia. Trovano rifugio in edifici attraverso affitti collettivi con alloggi sovraffollati, e in insediamenti informali, spesso insieme a sfollati interni e rimpatriati.

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La crisi afghana è anche una delle più gravi e cronicizzate crisi umanitarie mondiali.
Secondo le ultime previsioni di OCHA (Global Humanitarian Overvew 2020), le persone bisognose di assistenza umanitaria urgente aumenteranno dai 6,3 milioni del 2019 a 9 milioni nel 2020, dei quali il 56% minori. Bambine e bambini nati e cresciuti nella guerra.

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