Afghanistan

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2001

Primo intervento nel Paese

479.200

Persone raggiunte

10

Progetti

11.764.461€

Budget attività


Contesto

Dopo oltre quattro decenni di instabilità e il drastico mutamento politico dell’agosto 2021, l’Afghanistan continua a vivere una delle crisi umanitarie più gravi e complesse a livello globale. Sebbene non sia più in corso un conflitto su larga scala, il Paese è ancora lontano dall’essere sicuro e stabile e rimane in una condizione di estrema fragilità strutturale: nel 2025, circa 22,9 milioni di persone — quasi la metà della popolazione — necessitano di assistenza per la sopravvivenza di base. Questa situazione è alimentata da una combinazione di sanzioni economiche, cronica mancanza di opportunità di sussistenza e un sistema di servizi pubblici estremamente precario, che limita l’accesso a sanità, nutrizione e acqua potabile, specialmente nelle aree rurali e remote.

Un elemento centrale della crisi nel 2025 è la dimensione regionale dei flussi migratori. Il Paese ha dovuto assorbire il ritorno di oltre 5 milioni di cittadini afghani dai paesi confinanti, in particolare Iran e Pakistan; di questi, ben 2,9 milioni sono rientrati nell’ultimo anno, spesso a seguito di espulsioni forzate. Questa pressione demografica grava pesantemente sulle comunità locali e sui servizi di frontiera, già oltre il limite della capacità. In questo scenario, i rischi di protezione rimangono elevatissimi: le donne e le ragazze subiscono severe restrizioni alla libertà di movimento e all’accesso all’istruzione secondaria e superiore, vedendo drasticamente ridotta la propria partecipazione alla vita pubblica. Parallelamente, l’infanzia rimane esposta a gravi pericoli tra cui il lavoro minorile, i matrimoni precoci e la minaccia persistente di ordigni inesplosi che ancora contaminano vaste aree del territorio.

L’intervento di INTERSOS

Nel 2025, INTERSOS ha consolidato la propria presenza in sette province dell’Afghanistan (Kabul, Zabul, Kandahar, Uruzgan, Helmand, Nimruz e Herat), gestendo una rete di 50 centri sanitari di base (Basic Health Centres) e team semi-mobili. L’intervento si è concentrato sulla fornitura di servizi integrati in aree remote e sottoservite, dove l’organizzazione rappresenta spesso l’unico presidio umanitario disponibile per le popolazioni più vulnerabili, tra cui donne, bambini e persone con disabilità.

Il settore Salute e Nutrizione è rimasto il cardine dell’operatività. Attraverso le proprie strutture, INTERSOS ha garantito consultazioni ambulatoriali, assistenza materna e neonatale, vaccinazioni e trattamenti per la malnutrizione acuta. Un’attenzione particolare è stata dedicata alle donne e alle madri in allattamento, facilitando l’accesso a cure salvavita in contesti caratterizzati da forti restrizioni al movimento e costi di trasporto proibitivi. In parallelo, nel settore della Protezione, l’organizzazione ha fornito gestione dei casi individuali, supporto psicosociale e assistenza legale, creando spazi sicuri per l’infanzia e percorsi di assistenza per le sopravvissute a forme di violenza e abuso.

L’impegno di INTERSOS si è esteso anche alla Riduzione del Rischio Disastri (DRR) e alla risposta alle emergenze climatiche. Nelle province di Kabul e Herat, sono state implementate attività per migliorare la resilienza delle comunità di fronte a inondazioni, siccità e inverni estremi. La risposta all’indigenza è stata supportata dalla distribuzione di kit igienici e di prima necessità, oltre a programmi di assistenza finanziaria. Un focus specifico è stato rivolto ai milioni di cittadini afghani rientrati forzatamente da Pakistan e Iran: nei punti di transito e nelle aree di reinsediamento, INTERSOS ha garantito assistenza medica immediata e supporto in termini di protezione, fornendo gli strumenti essenziali per la ricostruzione dei percorsi di vita in un contesto di estrema fragilità.