A Kabul, INTERSOS ha avviato corsi di cucito che rappresentano per madri di bambini malnutriti una possibilità di reddito e speranza. 

In una piccola aula di sartoria a Kabul, Yasamin Nabil trascorre le sue giornate insegnando a cucire a madri i cui figli soffrono di malnutrizione. Quella che può sembrare una semplice lezione di sartoria è, per queste donne, una possibilità di reddito, dignità, speranza.

L’Afghanistan sta affrontando una delle crisi nutrizionali più gravi al mondo, con milioni di bambini colpiti dalla malnutrizione. La povertà, la disoccupazione e le limitate possibilità per le donne di lavorare hanno lasciato molte famiglie senza i mezzi per procurare cibo a sufficienza ai propri figli. Per rispondere a queste sfide, INTERSOS, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), ha avviato un’iniziativa integrata di salute, nutrizione e sostegno al reddito in cinque villaggi nella periferia di Kabul, a supporto delle famiglie con bambini malnutriti.

Per molte delle donne che frequentano il corso, le difficoltà economiche sono una realtà quotidiana. «Il primo problema delle mie allieve è la povertà», spiega Yasamin. «Tutte hanno un figlio malnutrito a casa e nessuno su cui contare per riuscire a garantire cure e un’alimentazione adeguata ai propri figli. Si sono iscritte a questo programma per imparare un mestiere e trovare un modo per mantenere le loro famiglie.»

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Il corso di sartoria, della durata di tre mesi, offre una formazione professionale pratica a 60 madri in cinque diverse sedi a Kabul. Partendo dalle basi, le partecipanti imparano a tagliare la stoffa, a usare le macchine da cucire e a realizzare diversi tipi di capi di abbigliamento tradizionale. Il progetto fornisce tutti i materiali necessari all’apprendimento, comprese macchine da cucire, tessuti, ferri da stiro, filo e altri strumenti. Le allieve si esercitano anche cucendo abiti per sé e per i propri figli, così possono acquisire sicurezza mentre realizzano capi utili per la famiglia. Per aiutare le donne a proseguire l’attività dopo il diploma e costruirsi una fonte di reddito, ogni partecipante riceverà un kit da sartoria. 

Yasamin ha assistito a progressi notevoli tra le sue allieve. «Quando sono arrivate, alcune non sapevano nemmeno come si tiene un ago», racconta. «Oggi sono in grado di cucire capi completi, dal taglio della stoffa fino all’ultimo punto.» Oltre alle competenze tecniche, la formazione sta aiutando queste donne a ritrovare fiducia nella propria capacità di sostenere economicamente le loro famiglie.

I corsi di sartoria sono stati pensati come una risposta duratura alla malnutrizione e alla povertà. Se l’assistenza alimentare aiuta le famiglie a soddisfare i bisogni immediati, la formazione professionale crea opportunità di reddito nel lungo periodo, permettendo alle madri di sostenere i propri figli e di ridurre la loro dipendenza dagli aiuti umanitari.

Mentre il corso volge al termine, le donne si preparano a portare a casa nuove competenze, opportunità e autonomia. Per Yasamin, il loro successo non si misura soltanto negli abiti che producono, ma nel futuro che stanno costruendo. Ogni punto cucito rappresenta un passo verso bambini più sani, famiglie più forti e un domani su cui poter sperare.