Yemen, in prima linea per costruire resilienza e ridurre i rischi di violazioni | INTERSOS

Insieme all’Unione Europea, forniamo nel Paese servizi di salute, nutrizione e protezione alle persone più vulnerabili. Come Aida

 

 

Aida è una giovane madre single di ventidue anni, scappata dal suo paese vicino la città di Al-Hudeida a marzo 2018, per via dei combattimenti e della minaccia costante di reclutamento forzato per i suoi fratelli più piccoli. Si è stabilita nel distretto di Al-Buraiqa (Aden) con sua figlia di un anno e i suoi 11 fratelli più piccoli, potendo contare su un reddito davvero ridotto. Ha sempre fatto fatica a pagare l’affitto, e ha vissuto regolarmente la minaccia di essere cacciata. È sempre stata stigmatizzata dai suoi vicini per essere una madre single: lasciata dal marito, non ha mai potuto contare sul supporto della sua famiglia. Non aveva altra scelta che lavorare qualche ora facendo le pulizie, affrontando ogni giorno la sensazione di paura di essere aggredita o molestata nel tragitto fino al lavoro. “Mi sentivo persa, non riuscivo a pensare al futuro della mia famiglia” ci ha detto.

 

A giugno del 2021, Aida è venuta al centro comunitario di INTERSOS di Al-Buraiqa perché, durante un incontro con i volontari della comunità, aveva sentito dei servizi che INTERSOS offriva. I nostri assistenti sociali sono intervenuti subito con sessioni di supporto psicologico, e poi hanno stilato un programma a lungo termine per rispondere in maniera adeguata ai suoi bisogni. Aida ha anche ricevuto una somma di denaro per far fronte dalle sue esigenze, che ha usato per avviare una piccola attività legata alla cosmesi. Il guadagno che riesce ad avere dalla sua nuova attività le permette di essere autonoma e di far fronte ai bisogni primari della sua famiglia e all’affitto. Durante le sessioni successive insieme all’assistente sociale di INTERSOS, la giovane donna ha fatto passi da gigante rispetto alla sua salute mentale e alla fiducia nel futuro. Anche i suoi fratelli sono stati inclusi in un percorso di sostegno psicologico di gruppo per affrontare le conseguenze del conflitto, dello sfollamento e delle difficili condizioni di vita.

 

Grazie ai fondi dell’Unione Europea, INTERSOS ha potuto sostenere il percorso di costruzione della resilienza di Aida e così, ridurre anche i possibili rischi per lei. Nei governatorati di Aden, Lahi e Hajja, insieme all’Unione Europea, garantiamo un pacchetto integrato di servizi di salute primaria e di emergenza, nutrizione e protezione e tutela per le persone colpite dal conflitto e dalle conseguenze dello sfollamento. Mentre il conflitto si avvicina al suo ottavo anno, lo Yemen rimane la peggiore crisi umanitaria al mondo, con due yemeniti su tre (un totale di 20,7 milioni di individui) che hanno bisogno di assistenza umanitaria e protezione. In questo contesto, I bisogni di protezione sono altissimi: dall’alto numero di civili morti e feriti per via dei combattimenti, fino ai rischi di violazione dei diritti umani che originano da nuovi e protratti sfollamenti, dal declino economico, dall’accesso limitato ai servizi di base (ad es. acqua pulita, assistenza sanitaria, istruzione, ecc.), fino ai disastri naturali e all’adozione di meccanismi di risposta alle crisi negativi. I gruppi più vulnerabili devono affrontare sfide troppo grandi per il loro benessere fisico e mentale. In particolare, la vulnerabilità di donne e bambini è drammaticamente aumentata nel Paese.

 

INTERSOS opera in Yemen dal 2008, garantendo servizi di protezione specializzati alle persone colpite dal conflitto e lo sfollamento. Questi servizi sono integrati con quelli sanitari e nutrizionali di emergenza in modo da garantire che le comunità possano accedere ai servizi necessari in modo rapido ed efficace.

 

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Flavia Melillo
Flavia Melillo

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