World Humanitarian Day 2026: l'unico obiettivo dovrebbe essere salvare vite

Oggi, 19 agosto, ricorre l’anniversario dell’attentato al quartier generale delle Nazioni Unite al Canal Hotel di Baghdad, in Iraq, nel quale rimasero uccisi 22 operatrici e operatori umanitari. Cinque anni dopo, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha scelto il 19 agosto come Giornata Umanitaria Mondiale, World Humanitarian Day, una ricorrenza dedicata a tutte le operatrici e gli operatori uccisi o feriti nello svolgimento del loro lavoro e alle popolazioni colpite durante i conflitti.

A ventitre anni di distanza, lo scenario globale è decisamente peggiorato.

Tra conflitti internazionali e crisi interne in costante aumento, la popolazione civile non si trova più semplicemente al centro del fuoco incrociato: uomini, donne e bambini vengono deliberatamente presi di mira con una violenza senza precedenti.

I numeri del 2025 dipingono un quadro allarmante. Nell’ultimo anno oltre 37.000 civili sono stati uccisi nei contesti di guerra. Parallelamente, soccorrere chi ne ha più bisogno non è mai stato così pericoloso: nel corso del 2025, almeno 334 operatrici e operatori umanitari hanno perso la vita in 22 Paesi.

1,000+

operatori umanitari uccisi negli ultimi 3 anni

55+

operatori uccisi dall'inizio del 2026

1,370+

attacchi alle strutture sanitarie verificati dall'OMS

Dalla Striscia di Gaza al Sudan, passando per il Libano e l’Ucraina, il Diritto Internazionale Umanitario viene calpestato ogni giorno. Ospedali, scuole, luoghi di culto e case d’abitazione vengono rasi al suolo nella totale impunità, ignorando gli allarmi lanciati dalle agenzie internazionali. Nonostante questo, INTERSOS continua a rimanere al fianco delle persone che necessitano di protezione e cure immediate.

Oggi, in occasione del World Humanitarian Day, chiediamo con forza di difendere il Diritto Internazionale, garantire l’azione umanitaria e proteggere le vite dei civili.

Perché l’unico obiettivo dovrebbe essere salvare vite.