Volontari con INTERSOS, insieme per un mondo più giusto

Le motivazioni che spingono a fare volontariato sono le più diverse ma sono tanti coloro che, a un certo punto della propria vita, sentono il bisogno di mettere le proprie capacità e un po’ del proprio tempo, a disposizione di persone meno fortunate. In Italia sono circa 6,8 milioni i cittadini impegnati in qualche forma di volontariato.

Anche INTERSOS può contare su una rete di amici molto motivati, distribuiti su tutto il territorio italiano, che organizzano eventi di raccolta fondi e sensibilizzazione, promuovono la cultura dell’aiuto e dell’accoglienza, lavorano con i bambini ed i ragazzi nelle scuole.

Teresa, 37 anni, collabora con un progetto di cooperazione internazionale e dedica parte del suo tempo libero ad Intersos e alle sue iniziative sul territorio.
Come hai conosciuto INTERSOS?
È stato tre anni fa. Ero appena tornata da Berlino, dove avevo collaborato con l’associazione Muanana, che fa parte della rete “Lampedusa in Berlin”, nata a sostegno di centinaia di profughi e richiedenti asilo passati per Lampedusa e arrivati a Berlino, dove avevano vissuto per un anno in Oranien Platz, nella speranza di trovare asilo in Germania. Volevo continuare a occuparmi di quei temi e così mi sono avvicinata a INTERSOS, che in quel momento organizzava un corso di formazione per lavorare con i migranti.
Quale è il tuo impegno con INTERSOS?
Faccio parte del Comitato di Roma e nel tempo ho fatto diverse esperienze, mi sono occupata di raccolta fondi, di divulgazione, di campagne di sensibilizzazione. Per me il tema dei minori migranti è molto importante e il mio desiderio è quello di cambiare la narrazione corrente che vuole migranti e rifugiati come dei “nemici” o comunque “un peso per la nostra comunità”.
Ricordi un episodio particolare che ti è successo mentre svolgevi la tua attività di volontaria?
Ci sono tanti episodi piacevoli, incontri con persone che hanno voglia di contribuire anche loro, ognuno per come può. Si avvicinano, ci chiedono informazioni. A volte capita che qualcuno invece non sia d’accordo e che ci dica: “bisogna aiutare prima gli italiani”. Ma INTERSOS lavora anche nelle emergenze in Italia, ad esempio ha sviluppato un progetto ad Amatrice dopo il terremoto. Quindi davvero è solo una questione di buona volontà, tra chi vuole fare qualcosa per gli altri e chi non è interessato a impegnarsi in prima persona. Io sono convinta che valga sempre la pena spendersi. Ed è per questo motivo che ho deciso di unirmi ai volontari di INTERSOS.

Federica ha 22 anni e studia Lingue Orientali alla Sapienza.
Come hai conosciuto INTERSOS?
Sono originaria di San Benedetto del Tronto e a Roma condivido l’appartamento con altre studentesse fuori sede come me. Una di loro era una volontaria di INTERSOS e vedere il suo entusiasmo per l’organizzazione mi ha incuriosito.
Quale è il tuo impegno con INTERSOS?
Quanto ero al liceo ero già impegnata nel sociale, ero attivista di Amnesty International e così il lavoro sulle campagne di sensibilizzazione lo sento molto vicino. Poi ogni volta che c’è qualche iniziativa, che sia stare ai banchetti per offrire le uova di Pasqua a sostegno dei bambini soli a causa di guerre e emergenze o partecipare ad una serata di musica e informazione sulla campagna Europa senza muri, cerco sempre di dare il mio contributo.
Ricordi un episodio particolare che ti è successo mentre svolgevi la tua attività di volontaria?
La prima volta che mi sono avvicinata a INTERSOS è stato per un incontro tra volontari di Roma e Napoli che si teneva a INTERSOS24, il centro di cure primarie e di accoglienza di minori non accompagnati e madri con bambini che l’organizzazione gestisce a Torre Spaccata. L’atmosfera era molto coinvolgente e il posto davvero evocativo. Per me che vorrei lavorare nel campo della mediazione culturale è stato un colpo di fulmine. Che ancora continua.

Stefania Donaera
Stefania Donaera
Press Officer, INTERSOS

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