Vaccini COVID-19: INTERSOS avvia operazioni in Nigeria

Nell’ambito dell’annunciato impegno a sostegno dell’iniziativa COVAX, INTERSOS è già attiva col suo staff per la somministrazione dei vaccini nel Borno State, in Nigeria.

 

 

I team medici di INTERSOS sono attivi in prima linea per sostenere la campagna vaccinale nel Borno State, lo Stato nel Nord-Est della Nigeria segnato da un lungo conflitto e da una delle più gravi crisi umanitarie al mondo. INTERSOS ha avviato le attività per garantire sostegno tecnico e logistico alla campagna vaccinale coordinata dal Ministero della Salute nigeriano per organizzare la distribuzione dei vaccini forniti nell’ambito dell’iniziativa COVAX.

 

La prima fase della campagna prevede la distribuzione di 75mila dosi alle categorie indicate dal governo come prioritarie. In particolare i team di INTERSOS stanno vaccinando operatori sanitari in prima linea, tecnici di laboratorio, medici e operatori dell’unità di terapia intensiva. Sono stati costituiti 43 team di vaccinazione e INTERSOS partecipa col suo staff a 7 di essi, nella capitale Maiduguri e nei distretti di Bama e Ngala, due degli avamposti umanitari, raggiungibili solo in elicottero, che ospitano centinaia di migliaia di sfollati e dove, ormai da tre anni, conduciamo attività di salute primaria.

 

“Le sfide che abbiamo di fronte non riguardano solo la somministrazione dei vaccini – sottolinea il coordinatore medico di INTERSOS Atilio Rivera – ma anche il supporto logistico necessario all’organizzazione delle vaccinazioni e al trasporto dei vaccini, in particolare per quanto riguarda la catena del freddo, la sorveglianza sanitaria sugli effetti della vaccinazione, la comunicazione verso la popolazione. Sappiamo bene, anche grazie all’esperienza maturata da INTERSOS quanto la mobilitazione delle comunità sia fondamentale per garantire il loro pieno coinvolgimento e la loro fiducia”.

 

INTERSOS dedicherà pertanto risorse ulteriori per sostenere la somministrazione dei vaccini e la comunicazione della campagna vaccinale e l’attivazione delle comunità locali, soprattutto in vista della seconda fase delle vaccinazioni, quella che coinvolgerà le categorie più vulnerabili dal punto di vista anagrafico o delle patologie in essere.

 

 

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Flavia Melillo
Flavia Melillo

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