Vaccinazione COVID-19: siamo pronti ad intervenire in contesti di emergenza

Garantire equità nell’accesso alla vaccinazione contro il COVID-19 è un dovere morale e una urgenza sanitaria: ecco perché abbiamo scelto di essere in prima linea per contrastare la pandemia a livello globale.

 

 

Come organizzazione umanitaria in prima linea nelle emergenze, impegnata in progetti di protezione, salute primaria, accesso all’acqua e all’igiene, siamo pronti a fare la nostra parte per sostenere la campagna di vaccinazione contro il COVID-19: raggiungendo la popolazione in stato di bisogno nelle aree di più difficile accesso, sensibilizzandola e informandola; somministrando i vaccini e partecipando al monitoraggio e all’organizzazione logistica della loro distribuzione, a partire dalla gestione della catena del freddo.

 

Il vaccino è il principale strumento nelle nostre mani per portare sotto controllo la pandemia di COVID-19 e consentire al mondo di aprire una pagina nuova. Partecipare alla campagna di vaccinazione significa offrire il nostro contributo al superamento di disparità e condizioni di esclusione che offendono i nostri valori umanitari. È necessario un impegno globale perché mai come in questo momento storico abbiamo acquisito la consapevolezza che la salute di tutti è interconnessa e non possiamo permetterci di lasciare indietro nessuno.

 

Al contempo, deve essere chiaro che sostenere la campagna vaccinale a livello globale non rappresenta solo un impegno morale, ma risponde a una necessità sanitaria nell’interesse di tutti. Solo quando i vaccini potranno essere distribuiti alle categorie di popolazione prioritarie in ogni Paese, a cominciare dagli operatori sanitari e dalle categorie più vulnerabili, potremo davvero dire che stiamo iniziando a mettere la pandemia sotto controllo e, solo quando i vaccini saranno largamente diffusi in ogni Paese, potremo dire che stiamo davvero sconfiggendo il virus, prevenendone l’ulteriore riproduzione e mutazione.

 

Le disuguaglianze nell’accesso al vaccino sono, tuttavia, evidenti e inaccettabili. All’inizio del 2021, mentre i piani nazionali e internazionali di vaccinazione sono ormai stabiliti, la maggioranza delle persone già vaccinate si concentra ancora in un numero limitato di paesi. Questa disparità è evidente se guardiamo alle previsioni relative alla copertura vaccinale. Mentre i Paesi dell’Unione Europea e gli Stati Uniti prevedono di vaccinare il totale della popolazione target entro il 2021, per la quasi totalità dei Paesi africani (con l’eccezione del Sud Africa), questo obiettivo non verrà raggiunto prima della fine del 2022 o nel corso del 2023.

 

La disparità degli accordi raggiunti con le case farmaceutiche e la discrezionalità già evidenziata in molti casi nella distribuzione delle dosi rischiano di produrre ulteriori ritardi e ineguaglianze. Per questo INTERSOS supporta le richieste per una moratoria sui diritti di proprietà intellettuale dei vaccini e per la massima trasparenza di tutte le informazioni ad essi relative.

 

Il nostro impegno per la vaccinazione

 

Questo è il momento di agire. Nella cornice dell’iniziativa COVAX (uno dei tre pilastri del programma ACT – Access to COVID-19 Tools Accelerator – lanciato ad aprile 2020 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità), INTERSOS ha attivato a fine 2020 una task force per definire una strategia e coordinare gli interventi in tutti i Paesi nei quali opera. Siamo pronti a mettere a disposizione l’esperienza dei nostri team medici mobili, dei presidi sanitari in aree di emergenza e dei nostri operatori e operatrici specializzati in programmi di protezione umanitaria per:

 

  • Gestire la catena del freddo necessaria alla corretta conservazione dei vaccini
  • Gestire e distribuire i vaccini sia in contesti urbani che in aree remote o difficili da raggiungere
  • Formare gli operatori e le strutture sanitarie locali
  • Coinvolgere attivamente e sensibilizzare le comunità locali, identificando i gruppi più marginalizzati e a rischio di esclusione, e facilitandone l’accesso alla campagna di vaccinazione
  • Sostenere campagne di comunicazione per contrastare la disinformazione legata alla campagna di vaccinazione.

 

Tali obiettivi potranno essere raggiunti attraverso progetti ad hoc o attraverso l’adattamento dei programmi esistenti.

 

I paesi inclusi nella piattaforma COVAX nei quali INTERSOS opera sono: Afghanistan, Burkina Faso, Ciad, Camerun, Niger, Nigeria, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Siria, Sud Sudan, Yemen. In particolare, INTERSOS potrà mettere da subito a disposizione della campagna di vaccinazione l’esperienza sanitaria acquisita nel Borno State in Nigeria, in alcune province dell’Afghanistan, come quella di Kandahar e nei governatorati settentrionali dell’Iraq. Aree, quindi, tutte interessate da conflitti recenti o in corso, dove il contributo di un’organizzazione umanitaria internazionale può rappresentare un fondamentale valore aggiunto nel garantire l’efficace distribuzione dei vaccini alla popolazione.

 

Perché abbiamo scelto di essere in prima linea nella vaccinazione

 

Nelle aree di crisi umanitaria, come quelle nelle quali INTERSOS opera, la campagna di vaccinazione pone sfide aggiuntive, a cominciare dall’accesso alle popolazioni che risiedono in zone afflitte da guerre, violenze o disastri naturali o che vivono in condizioni di esclusione sociale estrema e in aree rurali remote, o che sono rifugiate o senza fissa dimora. L’organizzazione della campagna di vaccinazione richiede uno straordinario sforzo dal punto di vista logistico per garantire le distribuzioni rispettando gli standard sanitari. A livello individuale, andranno trovate soluzioni per particolari situazioni di vulnerabilità, come la mancanza di status e documentazione legale. Ancora più importante, in queste aree, sarà garantire la corretta informazione sulla vaccinazione e combattere la disinformazione, coinvolgere attivamente le comunità locali e i loro leader per rafforzare la fiducia della popolazione, supportare le autorità locali e garantire il massimo coinvolgimento di tutti gli attori interessati.

 

Solo affrontando queste sfide nella loro interezza e complessità, sarà possibile garantire la vaccinazione per centinaia di milioni di persone che vivono in situazioni di crisi.

 

Cos’è COVAX e perché bisogna fare ancora di più

 

COVAX è, come detto, uno dei tre pilastri dell’acceleratore Access to COVID-19 Tools (ACT), lanciato nell’aprile 2020 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, con l’obiettivo di unire governi, organizzazioni sanitarie globali, produttori, scienziati, settore privato, società civile e filantropia, per fornire accesso innovativo ed equo alla diagnostica, ai trattamenti e ai vaccini contro il COVID-19. Finora, più di 180 paesi si sono iscritti all’iniziativa COVAX.

 

Tuttavia, si prevede che COVAX possa garantire solo una prima quota pari al 20% dei vaccini necessari, indirizzati in primis agli operatori sanitari e alle categorie più vulnerabili. Gli organismi internazionali e gli Stati sono quindi chiamati ad agire concretamente per: mettere a disposizione le risorse necessarie a garantire la fornitura e la distribuzione della quota di vaccini rimanente, sulla base dei Piani Nazionali di Vaccinazione (National Development Vaccination Plan) redatti con il supporto dell’OMS; promuovere una distribuzione equa dei vaccini, contrastando discrezionalità e ritardi; sostenere gli sforzi per accelerare la preparazione medica e logistica in ogni luogo del mondo.

 

 

RIMANI IN CONTATTO CON NOI

Flavia Melillo
Flavia Melillo

ULTIME NOTIZIE