Ucraina, l’impatto del conflitto sulla salute dei rifugiati in Polonia

Non solo malattie croniche e infezioni, ma anche problemi di salute mentale legati allo stress e ai traumi subiti. I dati del nostro intervento sanitario in Polonia

 

 

A due mesi dall’inizio del nostro intervento in Polonia, e con oltre 1.000 visite mediche effettuate nel centro di transito di Korczowa, i dati raccolti dal nostro personale medico ci restituiscono una chiara fotografia dell’impatto del conflitto in Ucraina sulla popolazione rifugiata. “Il 9% delle diagnosi che abbiamo effettuato a Korczowa sono legate alla salute mentale – sottolinea Alice Silvestro, medico di INTERSOS – ma l’impatto delle condizioni di stress è molto più alto se guardiamo al numero di manifestazioni somatiche correlate, come i casi di pressione alta, gastriti, insonnia e mal di testa non correlati a condizioni pregresse”.

 

Il maggior numero delle diagnosi riporta una patologia ipertensiva. In circa il 20% dei pazienti visitati sono state diagnosticate malattie croniche: non solo ipertensione, ma anche diabete, asma, e alcuni casi di epilessia. Donne e uomini che per la larga maggioranza hanno dovuto interrompere le loro cure a causa della guerra e nella fuga verso il confine. I dati confermano anche lalta prevalenza delle donne, il 68% dei pazienti, e l’alto il numero dei bambini piccoli o piccolissimi (il 18% dei pazienti ha meno di 5 anni, mentre il 17% sono minori tra 5 e 18 anni). Le nazionalità più rappresentante, oltre a quella ucraina, sono l’uzbeka e la tagika (circa l’8% delle persone visitate dal nostro staff). La gestione dei casi gravi – pazienti oncologici, traumi e disabilità gravi – è stata portata avanti in stretta collaborazione con le autorità sanitarie locali, garantendo il trasporto d’urgenza presso gli ospedali più vicini e, quando necessario per garantire una assistenza specializzata visto il grande afflusso di rifugiati nelle strutture ospedaliere polacche, l’evacuazione medica verso l’Italia.

 

In Polonia aumentano i casi di persone vulnerabili in transito

 

“In una prima fase, quella in cui dal centro di Korczowa transitavano fino a 7mila persone al giorno, il nostro intervento ha garantito un presidio sanitario altrimenti inesistente in una situazione estremamente caotica ed emergenziale – sottolinea il nostro Coordinatore dei programmi di salute per l’Europa Francesco Sinchetto, – Nella seconda fase, pur riducendosi il flusso di rifugiati, sono aumentati i casi di persone vulnerabili, bisognose di un supporto sociosanitario più complesso, e i casi medici gravi. Per questo il nostro presidio a Korczowa è ancora attivo e vede una sempre maggiore integrazione dell’intervento di salute con quello di protezione sanitaria”.

 

All’inizio di aprile, INTERSOS ha contribuito a un intervento sulla rivista medica Lancet, nel quale si sottolinea l’importanza di garantire accesso universale alle cure nei Paesi di accoglienza dei rifugiati. Questo significa anche prestare massima attenzione alla demografia. La maggior parte delle persone sfollate sono, infatti, donne e bambini ai quali deve essere garantito l’accesso a servizi appropriati come l’assistenza prenatale, le visite periodiche e le vaccinazioni. Inoltre, si raccomanda di prestare un’attenta considerazione al disagio mentale e al trauma, che sono comuni durante le crisi umanitarie, e all’impatto del processo migratorio sulla salute generale delle persone. Aspetti che, normalmente, rischiano di non incontrare una risposta adeguata all’interno dei sistemi sanitari. Inoltre, particolare cura deve essere dedicata alla comunicazione e alla mediazione culturale, consentendo a operatrici e operatori sanitari di creare un clima di fiducia con le comunità sfollate per progettare e offrire servizi sanitari e vaccinali.

 

Infatti, garantire il pieno accesso ai sistemi di vaccinazione nei paesi ospitanti rappresenta una priorità fondamentale. L’Ucraina ha storicamente una bassa copertura vaccinale per l’infanzia. Bisogna quindi offrire a tutti i nuovi arrivati (non solo bambini, ma anche adolescenti e adulti) vaccinazioni di routine e la possibilità di recuperare i cicli persi (con particolare attenzione a morbillo, parotite, rosolia e tetano, difterite e poliomielite). Un’attenzione particolare dovrà essere dedicata all’accesso ai vaccini COVID-19, data l’attuale bassa copertura in Ucraina.

 

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Flavia Melillo
Flavia Melillo

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