Sostenitori in prima linea: ho scelto INTERSOS per difendere i nostri valori

Stefano Sepe, 69 anni, napoletano, giornalista, scrittore e docente presso la Scuola superiore della Pubblica Amministrazione. 

Hai iniziato a sostenere INTERSOS a febbraio dopo aver incontrato i nostri dialogatori ad un evento dedicato alla migrazione. La prima domanda, allora, è semplice: cosa ti ha spinto a fare questa scelta?

Un insieme di considerazioni. In primis. l’impatto devastante di un modello di sviluppo economico che, facendo leva sul capitalismo di matrice finanziaria, ha prodotto una forte dilatazione delle diseguaglianze sociali. Le società – anche quelle di consolidata democrazia – soffrono ormai di un deficit democratico e di una pericolosa concentrazione del potere in un numero ristretto di persone o di gruppi sociali.

 In un momento storico di attacchi ingiustificati nei confronti delle ONG, cosa ti spinge a sostenere un’organizzazione umanitaria?

Potrei dire: lo spirito di “resistenza”, l’attitudine a schierarsi contro lo strapotere e la prepotenza. Ma, forse, ancor più, un radicato “credo” democratico, l’idea che occorra battersi per la giustizia sociale. Non per una vocazione minoritaria, ma, piuttosto, per la convinzione che sia giusto sostenere una battaglia meritoria, nella quale si possono fare (e certamente si fanno) errori, ma che è orientata a obiettivi di giustizia sociale, di fratellanza tra i popoli.

 Tra i Paesi in cui lavoriamo, c’è una crisi che stai seguendo con particolare attenzione?

In realtà, no. Sono forse troppo assorbito dalla vicende italiane e posso, quindi, soltanto dire che l’impegno di Intersos sulle migrazioni verso l’Italia e sui relativi problemi (dagli sbarchi alle modalità di accoglienza) mi sembrano molto lodevoli.

 Cosa significa per te donare?

È una domanda apparentemente semplice, alla quale è piuttosto arduo dare una risposta sensata. Dare un aiuto materiale (anche piccolo) dà, a chi lo fa, la sensazione di contribuire all’opera di chi si impegna in prima fila nel soccorso umanitario. C’è, poi, un aspetto speculare: mettere se stessi a disposizione delle iniziative  delle associazioni  che si gestiscono progetti umanitari.

 Pensi sia importante raccontare agli altri la scelta di donare?

Sì, di sicuro. Su questo voglio fare di più.

Mariangela
Mariangela

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