Nigeria, il centro di stabilizzazione di Maiduguri salva i bambini dalla fame

Con 15mila visite al mese e circa 750 bambini gravemente malnutriti assistiti, quello di Maiduguri è uno dei due centri per la cura della malnutrizione della capitale dello Stato del Borno

foto di Nneka Egbuna

 

 

A febbraio 2021, quelli che noi chiamiamo volontari comunitari, ovvero persone volontarie all’interno della comunità che assistiamo, durante un’attività di monitoraggio casa per casa, per individuare l’eventuale presenza di bambini affetti da malnutrizione nell’area di Magumeri, hanno trovato Bukar (nome di fantasia), un bambino di 5 mesi che viveva con la nonna in un piccolo villaggio. Bukar era gravemente malnutrito: senza il latte materno rischiava di morire.

 

“La madre è morta durante il parto e suo padre è stato ucciso quattro mesi fa. Io non posso più allattare e non ho nulla per sostenere me e mio nipote, così l’ho nutrito con il latte delle capre del mio vicino”, racconta la nonna di Bukar. Gli effetti sul bambino sono stati devastanti, la crescita ne ha risentito e Bukar è diventato un soggetto a rischio, molto vulnerabile ed esposto a malattie. Angosciata e senza risorse economiche, la nonna è ricorsa allora all’uso di erbe tradizionali, che però hanno peggiorato ulteriormente le condizioni del bambino. Come molte altre donne e famiglie sfollate nel Nord-est della Nigeria, anche la nonna di Bukar dipende esclusivamente dagli aiuti umanitari per cibo e vestiti per lei e il bambino.

 

Sotto consiglio dei nostri volontari comunitari, la nonna ha acconsentito al ricovero del nipote presso il centro di stabilizzazione dell’ospedale di Stato di Maiduguri, sostenuto da INTERSOS, dove il bambino avrebbe ricevuto adeguate cure nutrizionali e mediche per sopravvivere e crescere forte. Bukar è stato nutrito con latte terapeutico specifico per bambini malnutriti, gli sono stati somministrati antibiotici, antimalarici e sverminanti. Ricoverato per 34 giorni nel centro, le sue condizioni hanno cominciato a migliorare.

 

La nonna gli è stata accanto per tutta la durata del ricovero, in attesa della sua guarigione. Durante questo periodo anche lei ha ricevuto cure mediche e sostegno psicologico. Una volta dimesso, Bukar ha cominciato ad assumere latte per integrare quello terapeutico, fino a quando al compimento dei sette mesi è stato definitivamente svezzato. La nonna, sapendo che finalmente il nipote era fuori pericolo, piena di felicità ha detto: “L’amore e la cura che Bukar ha ricevuto sono il vero significato di umanità”.

 

“Casi come questo”, dice il dottor Rabiu, coordinatore medico del centro, “Di bambini orfani cresciuti da altri familiari, si stanno verificando con sempre più frequenza da quando gli scontri si sono intensificati. Il centro è ora preparato a curare i bambini orfani affetti da malnutrizione grave”.

 

L’insicurezza caratterizza il Nord-est della Nigeria da anni

 

L’insicurezza caratterizza il Nord-est della Nigeria da ormai 12 anni, e ha causato una crisi umanitaria negli Stati del Borno, Adamawa e Yobe, con la perdita di migliaia di vite, milioni di sfollati interni e livelli di fame allarmanti. Secondo alcuni dati di Cadre Harmonisé di marzo 2021, più di 3 milioni di persone in questi 3 Stati sono soggetti ad insicurezza alimentare, e si prospetta un aumento che interesserà 4.4 milioni di persone durante la stagione estiva. La mancanza di cibo, acqua, accesso all’igiene e alle cure mediche ha portato a tantissimi casi di malnutrizione acuta e grave, con oltre 1 milione di minori tra i 6 mesi e i 5 anni colpiti, solo nel 2021.

 

Il centro di stabilizzazione, istituito presso l’ospedale Statale di Maiduguri, la capitale dello Stato del Borno, nel dicembre 2020, sostenuto da INTERSOS in collaborazione con il Ministero della Salute, l’OMS e UNICEF, è uno dei due centri di stabilizzazione a Maiduguri, in cui vengono salvati i bambini dalla morte per malnutrizione. Il centro visita mensilmente circa 15.000 bambini provenienti da 10 aree governative locali (LGA) difficili da raggiungere. Tra i 15.000 screening al mese, un numero approssimativo di circa 750 bambini gravemente malnutriti è direttamente preso in cura da INTERSOS ogni mese. Di questi, 58 ci vengono segnalati da altre realtà sul territorio. Il centro ha anche una sezione di riferimento per i bambini di 8-10 anni. Siamo in grado di raggiungere così tanti bambini grazie alle madri che partecipano ai gruppi di cura e ai volontari della comunità.

 

Una delle madri dei 750 bambini gravemente malnutriti è Zainab. Una donna di 20 anni dello Stato del Borno che ha perso padre e fratelli durante le crisi. “Mia figlia era gravemente malata quando l’ho portata qui. Non sapevo nemmeno se ce l’avrebbe fatta. Ora sta bene e mangia bene. Farò del mio meglio per assicurarmi che rimanga in salute” ha detto. I sistemi monitoraggio, in collaborazione con UNICEF e altri esperti di nutrizione, assicurano che le madri continuino a prendersi cura dei bambini dopo che sono stati dimessi.

 

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Flavia Melillo
Flavia Melillo

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