Minori soli in Sicilia: i "nostri ragazzi" nella prima serata di Rai1

Le storie dei minori non accompagnati, quei tanti bambini e ragazzi stranieri che sono arrivati soli in Italia, sono entrate nelle case degli italiani. Grazie al film “Tutto il giorno davanti”, trasmesso il 10 marzo 2020 su Rai1, ben 2.968.000 persone hanno potuto conoscere la realtà degli sbarchi in Sicilia, delle decine di migliaia di persone che tra il 2014 e il 2017 hanno raggiunto le sue coste in fuga da guerre e disperazione. E dei tantissimi bambini trovati soli a bordo delle imbarcazioni. Un tema caro a INTERSOS che in Sicilia porta avanti da anni programmi per i giovani migranti.

Il lungometraggio di Luciano Mannuzzi, trasmesso in prima serata da Rai Uno, ha raccontato la storia della ‘grande madre dei migranti’, ovvero Agnese Ciulla – nel film Adele, interpretata da Isabella Ragonese – una donna siciliana che in quegli anni, da assessora alle Politiche Sociali di Palermo, si occupò dell’emergenza e divenne tutrice legale di centinaia di ragazzi.

Allora, come anche ora, INTERSOS era in Sicilia, proprio a fianco alla ‘grande madre’. “All’inizio del 2017 – ricorda il capo progetto, Roberto Roppolo – INTERSOS firmò un protocollo di intesa con l’assessorato di Agnese Ciulla. Un accordo che permetteva agli operatori di girare i centri di accoglienza e segnalare quali fossero idonei e quali no”.

È l’anno in cui INTERSOS in collaborazione con UNICEF, oltre al supporto alle operazioni di soccorso della Guardia Costiera, organizza una estesa azione di accompagnamento e miglioramento degli standard di accoglienza nei centri di prima accoglienza di tutta la Sicilia, svolgendo molte attività con i minori non accompagnati, insegnando loro l’italiano, coinvolgendoli in laboratori artistici all’interno delle strutture e attività sportive, e organizzando gite d’istruzione all’esterno. E a Palermo, in accordo con l’amministrazione, ha potuto inoltre utilizzare alcuni locali del Comune per la formazione degli operatori dei centri di accoglienza.

Un modello di gestione, e di accoglienza possibile, terminato nel 2018, dopo gli accordi con la Libia, quando i migranti sono rimasti imprigionati nei centri di detenzione a Tripoli e non solo gli sbarchi in Italia sono diminuiti, ma anche le operazioni di salvataggio da parte della Guardia Costiera sono state progressivamente ridotte e interrotte.

INTERSOS tuttavia non ha abbandonato la Sicilia. Da novembre di quest’anno ha intrapreso nuove attività sul territorio, estese ai giovani fino a 24 anni. Si tratta di progetti di inclusione sociale attraverso la formazione e lo sport, rivolti anche a coloro che, per effetto del decreto sicurezza, al compimento del diciottesimo anno hanno perso ogni diritto all’accoglienza in Italia. Insieme a UNICEF e al Garante per l’Infanzia e l’adolescenza di Palermo, INTERSOS sta anche portando avanti il progetto U-topia che riguarda ragazzi italiani, rifugiati e migranti di quartieri più o meno periferici – Borgonuovo, Malaspina, Borgovecchio, e altri – dove l’integrazione sociale non è ancora una realtà come invece lo è nello storico rione di Ballarò.

Martina Martelloni
Martina Martelloni

ULTIME NOTIZIE