Mia figlia si chiama Samira, colei che la notte racconta le storie

Mia figlia si chiama Samira. Il suo nome è una promessa fatta dieci anni fa a me stessa e ad un’altra Samira: una bambina di cinque anni che ho curato dalla malnutrizione. E che nella mia vita ha portato una gioia e una vitalità che ancora mi fanno sorridere.

Il nome Samira significa “Colei che racconta storie di notte”. E Samira arrivò da noi proprio una notte insieme ai fratelli, due gemellini di 4 mesi che pesavano meno di un chilo, e alla mamma, abbandonata quando era incinta di 2 gemelli, costretta a cercare lavori di fortuna per cercare di nutrire i figli che, durante il giorno, doveva lasciare soli al mercato. La mamma e i fratellini, gravemente malati, rischiavano di morire. Samira, a 5 anni, era diventata la capofamiglia. I due neonati, mentre la madre si prostituiva, vivevano insieme alla sorellina, che, però, non sapeva e, non avendo latte, non poteva nutrirli. Un giorno, vedendo la sofferenza dei due fratellini dopo aver mangiato qualcosa che aveva fatto loro male, Samira ha deciso di portare tutti nell’ospedale in cui lavoravo. È stata la loro salvezza.

Samira è rimasta quasi 3 mesi nel centro nutrizionale, in attesa che anche i suoi fratellini guarissero. Era molto affezionata a noi e ballava meravigliosamente. Passava ore davanti a MTV: quell’anno la canzone più ascoltata era Poker Face di Lady Gaga.

Quando, finalmente in salute, mamma e bambini ci hanno lasciati, ho deciso. Avrei chiamato la mia bambina come Samira, piccola mamma.

Letizia Becca è la coordinatrice dei progetti medici di INTERSOS. Ha deciso di fare questo lavoro a 10 anni, guardando la foto di un medico in prima linea nella crisi del Ruanda su un giornale che aveva rubato in casa dei nonni. Ha vissuto molti anni in diversi paesi africani. Oggi, attraverso frequenti missioni sul campo, garantisce la corretta implementazione e la qualità dei nostri interventi sanitari.

Stefania Donaera
Stefania Donaera
Press Officer, INTERSOS

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