Libano, la crisi incessante aumenta i bisogni della popolazione

In collaborazione con Premiere Urgence International (PUI) e con il supporto di Global Affairs Canada, INTERSOS sostiene la popolazione nei governatorati di Akkar e con un programma integrato di salute e protezione

 

 

Il Libano è nel pieno di una crisi prolungata e catastrofica a tutti i livelli, che si è aggravata tra il 2020 e il 2021 per via del collasso finanziario ed economico, la crisi del carburante, la pandemia di COVID-19 e le conseguenze dell’esplosione avvenuta nel porto di Beirut nell’agosto 2020. Sia i prezzi del cibo che il tasso di povertà sono aumentati vertiginosamente, lasciando i gruppi più vulnerabili tra le comunità libanesi e quelle di rifugiati alla continua ricerca di un modo per sopravvivere.

 

In questo contesto, la violenza di genere è stata identificata come uno dei fenomeni più problematici e diffusi, ma anche uno dei meno segnalati. I dati del GBVIMS Q2 2020 indicano un aumento del 2% delle donne sopravvissute a violenza (99%) rispetto al Q1 2020 (97%), dimostrando l’impatto assolutamente sproporzionato che il COVID-19 e la crisi economica hanno avuto su donne e ragazze. Donne e ragazze, lavoratori/lavoratrici migranti, persone con disabilità e persone della comunità LGBTQIA+, sono le persone più a rischio di violenza di genere, emarginazione e discriminazione, ma anche le più esposte ad abusi e sfruttamento, oltre ad avere difficoltà di accesso a servizi specifici. Di conseguenza, il diritto alla salute riproduttiva e sessuale praticamente non è garantito alle persone più vulnerabili, specialmente nei luoghi più remoti e isolati. Le donne continuano a soffrire di complicazioni durante la gravidanza o il parto, ed è alto il rischio di mortalità per la mancanza di cure necessarie o del follow-up per difficoltà finanziarie.

 

Migliorare l’accesso ai servizi di protezione per oltre 7.000 persone

 

Grazie al finanziamento di Global Affairs Canada (GAC), insieme a PUI garantiamo servizi di salute e protezione con l’obiettivo di identificare e supportare le persone più emarginate (comprese le persone con disabilità). Lo scopo principale del progetto è migliorare la consapevolezza dei diritti e dei servizi legati alla salute riproduttiva, migliorare l’accesso ai servizi di protezione nel Nord del Libano per oltre 7.000 persone vulnerabili. Nello specifico, con PUI abbiamo avviato 3 team multidisciplinari (composti da ostetriche, un assistente sociale e diversi case worker) impegnati nelle attività di sensibilizzazione a supporto di tre Centri di Salute Primaria (PHC) a Khreibet el Jundi, Berqayel e Miriyata (distretti di Akkar e Tripoli), caratterizzati da un numero elevato di comunità vulnerabili libanesi e rifugiate. Con l’aumento dei tassi di povertà e dei prezzi degli ospedali pubblici e privati, l’importanza dei Centri di Salute Primaria è centrale. Centrale è anche il ruolo dei nostri case worker che operano nei centri instaurando rapporti di fiducia le persone che assistiamo indirizzandole ai servizi competenti.

 

“Il numero di persone che riceviamo su base giornaliera è altissimo, sono davvero felice di lavorare in questo campo e faccio del mio meglio per aiutare la comunità”, ha affermato Mahmoud, uno dei nostri case worker coinvolti nel progetto, e ha aggiunto: “Inoltre il numero di uomini e ragazzi che rivelano di avere un problema e raccontano la loro storia, mi motiva a continuare a dare il mio contributo e a dare il massimo”. Finora, il nostro team ha individuato e seguito circa 225 persone che hanno subito violenza, tra queste, alcune sono membri della comunità LGBTQIA+, la maggior parte, donne con più di 18 anni.

 

“Sono fortunata che la mia amica mi abbia parlato di INTERSOS. Quando ho incontrato per la prima volta Nermine, assistente sociale di INTERSOS, avevo il terrore di chiedere aiuto e di raccontare la mia storia, ma dopo la seconda seduta con lei mi sono aperta e le ho raccontato tutto” ha detto Firyal, aggiungendo “Ora vivo in pace e ho un rapporto migliore e più sano con la mia famiglia”.

Flavia Melillo
Flavia Melillo

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