Esce oggi il Report in cui 45 Ong, tra cui Intersos, esortano il Parlamento europeo a intervenire per proteggere i diritti e le libertà delle persone in cerca d’asilo presenti in Grecia

 

 

Esattamente un anno fa, un incendio ha distrutto il campo di Moria sull’isola greca di Lesbo, ponendo sotto gli occhi di tutti gli effetti delle politiche di contenimento europee e le condizioni di vita degradanti a cui migliaia di persone in cerca di asilo vengono sottoposte. In quell’occasione, le autorità greche ed europee avevano promesso che le condizioni di accoglienza sarebbero migliorate. Il commissario UE per gli affari interni Ylva Johansson aveva anche dichiarato che non ci sarebbe mai più stata un’altra “Moria”.

 

Eppure, invece di lavorare a soluzioni alternative e di avviare politiche di integrazione concrete, l’UE e la Grecia hanno al contrario indurito il loro approccio, continuando a perseguire politiche incentrate sul contenimento del numero dei richiedenti asilo e dei rifugiati. A pochi mesi dall’incendio di settembre 2020, infatti, i funzionari greci e dell’UE hanno concordato la costruzione di “Centri Polivalenti di Accoglienza e Identificazione” su cinque isole dell’Egeo. Con il sostegno finanziario e tecnico della Commissione Europea, le autorità greche stanno costruendo recinzioni e muri di cemento intorno a decine di campi in luoghi remoti sulle isole, rendendoli in tal modo dei campi chiusi e ostacolando ulteriormente qualsiasi meccanismo di integrazione dei richiedenti asilo, introducendo anche una legislazione per limitare ulteriormente la libertà di entrata e uscita dai campi.

 

Intersos, insieme a 45 ONG e gruppi della società civile, pubblica oggi un rapporto che evidenzia e approfondisce le criticità di questo approccio di contenimento e limitazione della libertà di movimento, esortando i membri del Parlamento europeo a indagare sull’attuale processo di costruzione e intervenire per proteggere i diritti e le libertà delle persone in cerca d’asilo presenti in Grecia.

 

Intersos è intervenuta a Lesbo con una risposta d’emergenza nelle ore immediatamente successive all’incendio che ha distrutto il campo di Moria, distribuendo beni di prima necessità a più di 4.000 donne e bambini. Da febbraio 2021, offriamo un servizio di supporto psico-sociale e salute mentale indirizzato a donne sopravvissute alla violenza di genere. Ad oggi, più 140 donne hanno avuto accesso al servizio.

 

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