Como, 6 mesi al fianco dei minori in fuga. Intervista a Tiziana Colasanti | INTERSOS

Intervista a Tiziana Colasanti, Child Protection Specialist di INTERSOS. 

A più di sei mesi dalla presenza di INTERSOS a Como è tempo di fare un primo bilancio. Quale è la situazione in questa città di confine riguardo al fenomeno migratorio?

Fino all’inizio di quest’estate l’intervento di INTERSOS, reso possibile grazie al sostegno di UNICEF, è stato principalmente all’interno del campo della Croce Crossa dove fino ad oggi sono passati più di 2mila minori stranieri non accompagnati. Il nostro lavoro è stato soprattutto di tipo legale. Abbiamo verificato il percorso dal paese di origine del minore, se all’interno dello stato italiano avessero già aperto delle tutele. Abbiamo recuperato i contatti con le loro famiglie di origine e cercato di capire anche se avessero il desiderio di fare un ricongiungimento familiare con parenti all’interno di Stati europei. I risultati raggiunti sono stati significativi in questi mesi, le costanti pressioni sulle istituzioni hanno portato alla possibilità di formalizzare la richiesta di protezione internazionale da parte dei minori presenti al campo, così come al trasferimento di alcuni minori in centri di prima e seconda accoglienza.

Com’è la situazione nel campo?

Per prima cosa va sottolineato come non sia stata comunicata ufficialmente la natura giuridica del campo, le istituzioni interpellate hanno sempre risposto con la frase “è un campo governativo di transito”, ma senza una definizione corretta, non è dato sapere quali siano le norme da applicare ad esso. L’unico servizio garantito ai minori presenti, a parte vitto e alloggio, è una scuola di italiano per un’ora e mezza per 3 volte a settimana. Davvero troppo poco.

Qual è l’obiettivo finale di INTERSOS?
In poche parole, proteggere tutti i minori in transito. Proteggerli con la tutela legale. Informarli sui loro diritti, renderli consapevoli delle strade che possono percorrere per tornare a sognare una vita normale. Nella vita di tutti i giorni questo si traduce in tantissime interviste, incontri. I ragazzi quando li segui uno ad uno ti si affidano completamente, credono in te e questa è una soddisfazione personale grande, cambi davvero la vita delle persone.
Il nostro obiettivo è garantire un’ accoglienza migliore pensata sulle persone e non sui numeri.

Maurizio Debanne
Maurizio Debanne

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