INTERSOS e le principali ONG internazionali attive in Libia chiedono la chiusura dei centri di detenzione e l’adozione di politiche migratorie che rispettino il diritto umanitario

Tripoli, 1 Agosto – Mentre la BBC ancora una volta sottolinea il costo umano delle politiche migratorie europee (https://www.bbc.com/news/world-africa-49154959), il Libyan INGO Forum, piattaforma rappresentante le 16 ONG internazionali che lavorano in Libia, chiede ai leader della Unione Europea di cessare di supportare il sistema di detenzione arbitraria e assicurare la protezione di migliaia di rifugiati e migranti intrappolati in un paese devastato dalla guerra.

“I recenti bombardamenti aerei sul centro di detenzione di Tajoura, insieme agli attacchi che hanno colpito altri centri, dimostrano ancora una volta l’immenso pericolo che corrono i migranti e i rifugiati intrappolati in Libia. Il paese non è certo un luogo sicuro di ritorno” afferma Theophile Renard, coordinatore del INGO Libya Forum.

Più di 3000 persone sono confinate in centri di detenzione in prossimità dei combattimenti, e al loro interno sono avvenute estese violazioni dei diritti umani e le operazioni legate al traffico di essere umani sono libere di espandersi.

Il continuo trasferimento di rifugiati e migranti verso centri di detenzione che sono stati bombardati o temporaneamente chiusi a causa del deteriorarsi delle condizioni è allarmante.

I centri di detenzione devono essere chiusi e alle persone che sono ivi trattenute devono essere offerte alternative sicure e legali: i più a rischio devono essere urgentemente evacuati dalle Nazioni Unite verso paesi sicuri e, per questo, è necessario che le quote di riallocazioni in Europa siano aumentate. Nel frattempo, le persone devono essere liberate e la comunità umanitaria deve essere messa nelle condizioni di garantire assistenza sostanziale e protezione” sostiene Samia Shehab, Programme Coordinator di INTERSOS in Libia.

Nonostante la crescente preoccupazione internazionale sull’uso ripetuto della detenzione arbitraria, l’Europa e le Nazioni Unite sono venute meno al loro impegno di mettere in atto i necessari meccanismi per aumentare le riallocazioni e le evacuazioni in accordo con gli standard umanitari e dal diritto internazionale. Per oltre un anno, i media internazionali hanno mostrato al mondo le continue proteste di persone intrappolate in condizioni disumane, persone che chiedono l’intervento di UNHCR e IOM, le agenzie delle Nazioni Unite il cui mandato è proprio fornire protezione a rifugiati e migranti. Le Nazione Unite devono fare un passo avanti e garantire loro piena protezione.

L’Unione Europea sostiene di aver fornito una soluzione alla cosiddetta crisi dei migranti “proteggendo e salvando” vite in Libia, ma le prove fornite dalla BBC mostrano che le politiche migratorie hanno dato priorità al controllo delle frontiere sulle vite umane. Le soluzioni proposte per coloro che si trovano in condizioni di detenzione (essere rilasciati in Libia dove sono a rischio di nuova detenzione o di essere coinvolti nel conflitto o respinti dai paesi da cui sono fuggi in cerca di sicurezza) contraddicono gli standard internazionali”, sottolinea Fernanda Velasco, coordinatrice Advocacy del INGO Forum.

Nonostante il deteriorarsi della situazione nel Paese, il numero di persone intercettate dalla Guardia Costiera Libica, finanziata dall’Unione Europea, è più che raddoppiato dall’inizio del conflitto in Aprile.

Il tragico naufragio del 25 luglio nel quale oltre 100 rifugiati e migranti hanno perso la vita mentre altre decine di persone sono state riportate il Libia, solo per essere collocate in centri di detenzione senza alcuna prospettiva di uscita, mostra ancora una volta costo umano di queste politiche.

L’Unione Europea e tutti gli attori delle Nazioni Unite devono al contrario sospendere ogni sostegno alle autorità libiche che favorisca l’intercettazione e la riconduzione di rifugiati e migranti in Libia.

L’aiuto umanitario non consiste in opinioni politiche o vantaggi economici; riguarda l’umanità e i principi che condividiamo.

Creato nel 2016, il Forum INGO della Libia è una rete indipendente di 16 organizzazioni non governative internazionali (INGO) che attuano programmi umanitari per rispondere ai bisogni della popolazione vulnerabile che vive in Libia. Il forum INGO della Libia offre una piattaforma comune per facilitare il lavoro dei suoi membri e affrontare in modo efficiente ed efficace questioni di interesse comune.

A partire da agosto 2019, il Forum INGO è composto dalle seguenti organizzazioni:

1. ACTED – Agence d’Aide à la coopération technique et au développement
2. CEFA – Comitato Europeo per la Formazione e l’Agricultura
3. CESVI – Cooperazione e Sviluppo
4. DRC/DDG – Danish Refugee Council/Danish Demining Group
5. FADV – Fondazione L’Albero della Vita
6. GVC – Gruppo di Volontariato Civile
7. HALO Trust 8
8. HI – Handicap International
9. IMC – International Medical Corps
10. INTERSOS
11. IRC – International Rescue Committee
12. Mercy Corps
13. MSF Holland – Médecins sans Frontière Holland
14. NRC – Norwegian Refugee Council
15. PUI – Première Urgence International
16. TdH Italy – Terre des Hommes Italia

Stefania Donaera
Stefania Donaera
Press Officer, INTERSOS

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