Emergenza COVID-19 in Iraq | Ultime News dal Paese

IRAQ

L’INTERVENTO DI INTERSOS

 

Già dalla prima settimana di marzo i team medici di INTERSOS hanno avviato, nelle strutture sanitarie che supportiamo a Ba’aj e Telafar, attività di formazione  per la prevenzione e il trattamento del COVID-19, rivolte allo staff medico degli ospedali e allo staff di altre organizzazioni. All’inizio di aprile abbiamo inoltre consegnato materiale medico essenziale a entrambe le strutture sanitarie. Attualmente stiamo implementando una seconda fase volta a supportare 7 strutture sanitarie. Abbiamo formato del personale sanitario volontario all’interno delle comunità sulla comunicazione del rischio relativo al COVID-19 al fine di raggiungere i beneficiari sia all’interno delle strutture sanitarie che nelle comunità. I volontari, mantenendo la distanza fisica necessaria, distribuiscono un opuscolo informativo con le misure preventive di base e raccolgono i contatti dei beneficiari per contattarli telefonicamente e fornire sessioni di sensibilizzazione più dettagliate. Nel caso in cui un beneficiario presenti dei sintomi riconducibili al COVID-19, abbiamo messo in piedi un sistema di segnalazione e invio alla struttura sanitaria più vicina disponibile, mantenendo comunque un monitoraggio da parte del  nostro team sanitario. Il team di INTERSOS che si occupa di educazione, in coordinamento con gli insegnanti, sta monitorando l’utilizzo delle piattaforme di e-learning  per ogni bambino registrato nelle scuole che supportiamo. Nel caso in cui ci siano difficoltà di accesso a internet, in particolare nelle aree più remote, il nostro team sta fornendo dei pacchetti di auto-apprendimento differenziati in base al grado di istruzione del bambino. Sempre in coordinamento con insegnanti e presidi abbiamo creato un team di insegnanti volontari e organizzato delle lezioni a domicilio per gli studenti più fragili. Abbiamo inoltre riconvertito le attività di protection continuando a seguire telefonicamente i casi vulnerabili presi in carico prima dell’emergenza e, grazie al supporto di volontari, abbiamo potuto individuare e seguire nuovi casi. Nel mese di giugno è stato possibile riprendere le attività di sostegno economico e il supporto legale, che per il momento funziona a capacità ridotta a causa delle restrizioni ancora in corso.

HIGHLIGHTS

6.117

persone raggiunte dalle attività di sensibilizzazione sul rischio relativo al COVID-19

3

strutture sanitarie supportate con attività di formazione per la prevenzione e il trattamento del COVID-19

42

professionisti sanitari formati

CONTESTO

 

Il sistema sanitario iracheno è gravemente a corto di risorse e non adatto a rispondere a un’emergenza medica su larga scala, in particolare ai bisogni di chi vive nei campi sfollati. Considerate le limitate risorse sia in termini di forniture che di personale medico, la risposta si basa principalmente su azioni e misure preventive. A giugno i contagi nel paese hanno superato i 50.000 casi confermati, a fronte dei circa 7.000 registrati a maggio. A fronte di questo drastico aumento, il governo iracheno ha imposto per il mese di giugno un blocco totale degli spostamenti tra governatorati. I servizi pubblici e privati ​​essenziali stanno riprendendo a capacità ridotta e le mascherine sono obbligatorie. Le problematiche più importanti che ci troviamo ad affrontare sono l’interruzione dell’istruzione, la perdita di mezzi di sussistenza e l’aumento del numero di strutture sanitarie chiuse, specialmente nelle aree remote, oltre alla mancanza di materiale medico e farmaci.

 

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