Emergenza COVID-19 in Giordania | Ultime News dal Paese

GIORDANIA

L’INTERVENTO DI INTERSOS

 

In Giordania abbiamo riadattato alcuni progetti già in corso includendo attività di sensibilizzazione e informazione sul COVID-19 e sulle misure di prevenzione del contagio, con messaggi via social media, cellulare e sessioni informative online. Abbiamo continuato a seguire e a prenderci cura di singoli casi di persone che hanno bisogno di particolare attenzione e assistenza attraverso supporto psicologico telefonico e via email. Garantiamo inoltre assistenza economica straordinaria per chi è indigente e ha bisogno di denaro per poter reperire cibo e beni primari. Stiamo infine monitorando telefonicamente che gli studenti delle famiglie vulnerabili che assistiamo siano in grado di usufruire delle lezioni scolastiche online, poiché in molti casi ci hanno segnalato di non avere pc o smartphone, o connessione internet. 

HIGHLIGHTS

1.177

beneficiari raggiunti dagli interventi di sensibilizzazione sul COVID-19

89

nuovi casi esposti a violenza di genere identificati e seguiti

900

persone che hanno beneficiato di assistenza in denaro per l’emergenza COVID-19

CONTESTO

 

A partire dal 21 di marzo il paese è stato sottoposto un coprifuoco indefinito a livello nazionale, con la chiusura dei confini terrestri e marittimi. Sotto lo stato di emergenza della nazione, l’esercito giordano è stato schierato agli ingressi e alle uscite delle principali città per far rispettare le restrizioni. Gli spostamenti tra i governatorati sono stati vietati e tutti i servizi di trasporto pubblico sospesi. Il 3 maggio il governo ha annunciato la riapertura delle attività commerciali e la possibilità di riprendere a circolare sul territorio. Il 4 giugno la Giordania è entrata nella fase moderata dell’epidemia ed è stata disposta la riapertura di altre attività. Al momento i contagi nel paese sono oltre 1.000. Sebbene il sistema sanitario non sia in gravi condizioni di carenza, preoccupano le condizioni di molti campi rifugiati e insediamenti informali dove vivono centinaia di migliaia di siriani e rifugiati da altri paesi, in condizioni di sovraffollamento e assenza di servizi igienici e acqua corrente. 

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