Emergenza COVID-19 in Afghanistan | Ultime News dal Paese

AFGHANISTAN

L’INTERVENTO DI INTERSOS

 

In questi mesi abbiamo adattato il nostro intervento all’emergenza COVID-19. Le nostre consuete attività di salute e nutrizione continuano, con una particolare attenzione alle persone malnutrite che sono maggiormente a rischio in caso di contagio, e abbiamo implementato ulteriori attività orientate alla prevenzione e alla gestione di casi COVID-19. Abbiamo fornito supporto ad alcune strutture sanitarie relativamente alla preparazione e alla risposta al virus, fornendo anche formazione allo staff sanitario. Abbiamo inoltre effettuato consultazioni volte all’individuazione di casi positivi nei centri sanitari, sessioni di sensibilizzazione igienico-sanitaria sulle buone pratiche da seguire e dimostrazioni sulla pulizia delle mani. Al fine di ridurre le possibilità di contagio stiamo anche distribuendo kit igienico-sanitari. Le attività di protection proseguono,con un focus sulla stigmatizzazione legata al COVID-19 e sessioni di informazione sulla prevenzione del virus, ma anche attraverso la distribuzione di kit per l’apprendimento scolastico e l’assistenza in denaro per le persone maggiormente in difficoltà. In questi mesi stiamo riscontrando un aumento di casi vulnerabili che necessitano di supporto. Nel mese di giugno, abbiamo avviato delle formazioni specifiche a livello comunitario, che includono la produzione artigianale di mascherine. 

HIGHLIGHTS

5

centri di salute primaria supportati con misure di preparazione e risposta al COVID-19

7.992

consultazioni in centri di salute primaria per individuazione COVID-19

1.915

persone raggiunte dalle attività di sensibilizzazione igienico-sanitaria

352

kit igienico-sanitari distribuiti

CONTESTO

 

Il sistema sanitario dell’Afghanistan è molto debole e la capacità di far fronte a gravi epidemie è limitata. Inoltre, la stretta vicinanza geografica con altri paesi colpiti dal COVID-19, aumenta il rischio di circolazione del virus; decine di migliaia di persone attraversano le frontiere verso i paesi vicini, oltre ai movimenti commerciali che non si sono fermati. L’elevato spostamento interno, la scarsa copertura vaccinale e la ridotta capacità di combattere le infezioni virali e batteriche, in combinazione con un sistema debole di infrastrutture sanitarie e idriche, rendono la situazione critica. A giugno il numero di contagiati ha superato i 30.000 casi. Oltre il 5% del totale dei casi confermati di COVID-19 sono tra il personale sanitario. Il numero reale è più grande, ma difficile da stimare. Molti casi non hanno fatto riferimento a strutture sanitarie o cercato cure a causa della mancanza di consapevolezza o della stigmatizzazione esistente nelle comunità e nelle famiglie. Solo le persone sintomatiche vengono testate per il COVID-19 e il tempo richiesto per i risultati è molto lungo a causa della carenza di laboratori. Gli ospedali faticano a mantenere o incrementare la capacità delle loro strutture, per curare i pazienti con COVID-19. Gli ostacoli sono legati principalmente alla difficoltà nel reperire i dispositivi di protezione individuale, i kit diagnostici e le forniture mediche. La quantità di personale addestrato è limitata e continua a diminuire a causa del sempre maggior numero di personale in prima linea che si ammala. A giugno, il governo ha esteso il lockdown nel paese per altri tre mesi. Tuttavia, i controlli sulle restrizioni sono diminuiti e il rispetto delle disposizioni varia tra le province. Il blocco imposto dal governo per contenere la pandemia aggrava peraltro i bisogni della popolazione, già in condizioni precarie.

LEGGI ANCHE