COVID-19: in prima linea a Roma per chi non ha una casa

In prima linea a Roma e Foggia per offrire assistenza sanitaria e informativa sul COVID-19 a senza fissa dimora e abitanti di occupazioni abitative e insediamenti informali. Riceviamo tantissime segnalazioni e siamo pronti ad avviare un secondo team.

 

Ha avviato le sue attività martedì 17 marzo il team socio-sanitario messo in campo a Roma da INTERSOS, per offrire screening sanitari, assistenza e informativa sul COVID-19 a senza fissa dimora e ai più vulnerabili che vivono in insediamenti informali e occupazioni abitative.

 

“In 4 giornate di intervento abbiamo incontrato 320 persone delle circa 1700 censite tra senza fissa dimora e abitanti degli insediamenti informali che insistono nelle aree individuate – afferma Valentina Murino, Responsabile dell’intervento INTERSOS su Roma. “Di questi, più di 100 hanno accettato di farsi visitare”.

 

Un fenomeno, quello di chi “una casa non ce l’ha” che ha bisogno di particolare attenzione. Molti i servizi sospesi, chiuse le Questure per il rinnovo dei documenti, tanta la paura fra chi è in strada.

 

“Abbiamo visitato 100 uomini, donne e bambini. Di questi, 34 non hanno il medico di base che può indirizzarli e seguirli in caso di necessità – sottolinea Antonella Torchiaro, Referente Medico dell’Unità Mobile. “Circa il 20% soffre inoltre di patologie croniche. Con il team stiamo effettuando sessioni di educazione sanitaria in offerta attiva su strada inerenti i comportamenti da adottare e le norme specifiche per la prevenzione del COVID-19. Distribuiamo kit igienici e materiale informativo multilingue ed effettuiamo, con l’ambulatorio da campo, visite mediche, triage COVID-19 e orientamento socio-sanitario ai servizi”.

 

Il 19 marzo INTERSOS ha raggiunto un accordo con il Comune di Roma che sancisce una collaborazione importante ed una presa d’atto istituzionale. Da Comune, Regione e ASL, si attende l’individuazione e l’attivazione di strutture e posti letto aggiuntivi per proteggere chi è in condizione di esclusione sociale.

 

“Siamo pronti a raddoppiare il team su strada, ci arrivano segnalazioni quotidiane sia dalla società civile che dai referenti istituzionali. Il volontariato non basta, serve formazione sanitaria specifica e lavoro in sinergia con le Istituzioni – continua Valentina Murino. “Dobbiamo prenderci cura dei più vulnerabili che in questo momento sono doppiamente esposti al rischio COVID-19 e a quello dell’isolamento. È urgente però la creazione di percorsi dedicati per chi ha bisogno di affrontare la quarantena fiduciaria, per chi soffre di patologie croniche e per tutta la popolazione più fragile che ha bisogno di assistenza e di un luogo sicuro in cui vivere“.

 

Prosegue le sue attività anche il team mobile medico a Foggia, con 524 persone assistite negli 8 insediamenti informali in cui INTERSOS è operativa da due anni con servizio di medicina di prossimità: l’ex pista aeroportuale di Borgo Mezzanone, il Gran Ghetto di Torretta Antonacci, Borgo Tre Titoli, agro di Palmori, agro di Poggio Imperiale, ex fabbrica Daunialat a Foggia, contrada S. Matteo, Borgo Cicerone.

 

“È una popolazione da proteggere seriamente: per le carenze igienico-sanitarie che affrontano, per le situazioni abitative di emergenza in cui vivono, per le drammatiche condizioni lavorative, per le croniche difficoltà di accesso al sistema sanitario – sottolinea Alessandro Verona, Referente Medico dell’Unità Migrazione di INTERSOS. “Attraverso l’azione sanitaria e di prevenzione primaria e precoce negli insediamenti, intendiamo comunicare comportamenti corretti e garantire un presidio medico indispensabile, garantendo la sicurezza di tutti”.

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Flavia Melillo
Flavia Melillo

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