Cos’è COVAX e perché INTERSOS ha aderito all’iniziativa

“La piattaforma COVAX costituisce uno sforzo umano straordinario per arginare e sconfiggere la pandemia, noi vi partecipiamo perché impatta in maniera importantissima sulla salute pubblica globale”

 

 

COVAX (COVID-19 Vaccine Global Access Facility) è un’iniziativa per la distribuzione equa dei vaccini in tutto il mondo. È co-guidata da Gavi Alliance (Alleanza per i vaccini pubblico-privato)  insieme all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e a CEPI (Coalition for Epidemic Preparedness Innovations). Vi partecipa anche UNICEF in qualità di partner per la logistica. COVAX è uno dei tre pilastri del programma ACT – Access to COVID-19 Tools Accelerator, un programma di cooperazione globale lanciato ad aprile del 2020 dall’OMS per accelerare lo sviluppo, la produzione e la distribuzione in modo equo dei test diagnostici, dei trattamenti e dei vaccini per il COVID-19.

 

Nello specifico l’iniziativa punta a fornire agli Stati con medio e basso reddito l’accesso ai vaccini di diversi produttori, indipendentemente dal proprio potere d’acquisto. L’obiettivo di COVAX è duplice: a breve termine, fornire ai Paesi che ne necessitano le dosi di vaccino per coprire il 20% della popolazione. A lungo termine, lasciare in quei Paesi un sistema avviato che può, autonomamente o con l’aiuto di nuovi donatori, andare avanti con la copertura del restante 80% della popolazione, seguendo un piano vaccinale validato e rodato. A finanziare la piattaforma COVAX sono donatori pubblici e privati, enti filantropici e organizzazioni non governative.

 

Cosa fa INTERSOS all’interno dell’iniziativa COVAX

 

Aiutare i paesi più fragili – perché colpiti da guerre, violenze o disastri naturali – a fronteggiare la pandemia è anche un obiettivo prioritario per INTERSOS, per questo abbiamo messo a disposizione da subito i nostri team medici e il nostro staff, nei Paesi in cui operiamo, per lavorare al fianco dei governi locali e delle Nazioni Unite e vaccinare le fasce di popolazione più a rischio.

 

Abbiamo offerto la nostra collaborazione per diverse attività: la gestione della catena del freddo necessaria per la conservazione dei vaccini; la gestione e la distribuzione dei vaccini sia in contesti urbani che in aree remote o difficili da raggiungere; la formazione degli operatori sanitari locali; il coinvolgimento e la sensibilizzazione delle comunità locali; il sostegno di campagne di comunicazione per contrastare la disinformazione in tema di vaccini.

 

In Nigeria l’intervento è già partito. I nostri operatori sanitari sono in prima linea per sostenere la campagna vaccinale nel Borno State, lo Stato nel Nord-Est del Paese segnato da un lungo conflitto e da una delle più gravi crisi umanitarie al mondo. In particolare, dal 21 marzo, sono state avviate le attività di sostegno tecnico e logistico alla campagna coordinata dal Ministero della Salute nigeriano per organizzare la distribuzione dei vaccini forniti attraverso l’iniziativa COVAX. La prima fase di intervento ha previsto la distribuzione di 75mila dosi di vaccino alle categorie indicate dal governo come prioritarie: operatori sanitari, frontline workers e addetti alle stazioni di rifornimento del carburante. A seguire le fasce più a rischio della popolazione fino a coprire il 20% del totale degli abitanti di quel territorio.

 

I Paesi coinvolti nella campagna vaccinale

 

I prossimi passi di INTERSOS nella campagna vaccinale COVAX sono previsti in Iraq e Afghanistan, dove abbiamo dato la nostra disponibilità a intervenire. Ma potenzialmente sono tanti i Paesi in cui poter dare un supporto nei prossimi mesi. Fanno infatti parte della piattaforma COVAX anche Ciad, Camerun, Burkina Faso, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Siria, Sud Sudan e Yemen, tutti paesi in cui portiamo avanti progetti di assistenza socio-sanitaria, psicologica o legale e possiamo mettere a disposizione operatrici e operatori sul campo.

 

“La piattaforma COVAX costituisce uno sforzo umano straordinario per arginare e sconfiggere la pandemia. Come INTERSOS abbiamo deciso di partecipare a questa iniziativa che impatta in maniera importantissima sulla salute pubblica globale”, sottolinea Andrea Accardi, coordinatore della INTERSOS COVAX Task Force. “Un nostro infermiere in un giorno solo ha vaccinato 67 ostetriche che non solo non contageranno nessuna madre o bambino durante il loro lavoro ma non andranno ad appesantire un sistema sanitario di per sé fragile che quindi potrà prendersi cura di altre patologie”.

 

 

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Flavia Melillo
Flavia Melillo

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