Afghanistan, più della metà delle strutture sanitarie non è agibile

Nel Paese, due donne su cinque partoriscono senza alcuna assistenza, 19 milioni le persone in crisi alimentare

 

In Afghanistan l’accesso ai beni di prima necessità e ai servizi fondamentali è una sfida quotidiana. Nelle aree più remote non ci sono strutture sanitarie e la popolazione è costretta a percorrere molti chilometri per farsi curare. Due donne afgane su cinque partoriscono senza alcuna assistenza e spesso muoiono dando alla luce i propri figli.

A causa della siccità prolungata, del conflitto e del collasso economico, la crisi alimentare ha raggiunto in tutto il Paese livelli estremamente gravi interessando quasi 19 milioni di persone, il 47% della popolazione. Nella Capitale, Kabul, attualmente la percentuale di persone in condizioni alimentari critiche è del 45%, a Kandahar del 40% e a Zabul del 50%. Le proiezioni per il periodo novembre 2021-marzo 2022 vedono un ulteriore aumento della situazione d’emergenza che toccherà 22,8 milioni di persone, il 55% del totale della popolazione.

 

INTERSOS è in Afghanistan dal 2001 con progetti di salute primaria nelle aree più remote. I team medici con le cliniche mobili si muovono nei territori sprovvisti di servizi sanitari, in particolare nelle regioni di Kandahar, Zabul e Kabul. Lo staff di INTERSOS si occupa inoltre dei servizi legati alla nutrizione anche in alcuni presidi sanitari locali e nell’ospedale di Qalat (regione di Zabul).

 

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Flavia Melillo
Flavia Melillo

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