GIORDANIA

L’INTERVENTO DI INTERSOS

 

In Giordania abbiamo riadattato alcuni progetti già in corso includendo attività di sensibilizzazione e informazione sul COVID-19 e sulle misure di prevenzione del contagio, con messaggi via social media, cellulare e sessioni informative online. Abbiamo continuato a seguire e a prenderci cura di singoli casi di persone che hanno bisogno di particolare attenzione e assistenza fornendo supporto psicologico telefonico, anche fornendo supporto per mitigare gli stati d’ansia legati alla crisi da COVID-19. Nell’ultimo mese è stato possibile anche effettuare dei colloqui di persona per individuare nuovi beneficiari vulnerabili. Garantiamo inoltre assistenza economica straordinaria per chi è indigente e ha bisogno di denaro per poter reperire cibo e beni primari. Monitoriamo telefonicamente che gli studenti delle famiglie vulnerabili che assistiamo siano in grado di usufruire delle lezioni scolastiche online, poiché in molti casi ci hanno segnalato di non avere pc o smartphone, o connessione internet. Nel mese di agosto abbiamo distribuito kit sanitari nei distretti di Amman e Karak.

HIGHLIGHTS

336

persone che hanno ricevuto kit igienico sanitari

108

nuovi casi esposti a violenza di genere identificati e seguiti

989

persone che hanno beneficiato di assistenza in denaro per l’emergenza COVID-19

CONTESTO

 

A partire dal 21 di marzo il paese è stato sottoposto un coprifuoco indefinito a livello nazionale, con la chiusura dei confini terrestri e marittimi. Sotto lo stato di emergenza della nazione, l’esercito giordano è stato schierato agli ingressi e alle uscite delle principali città per far rispettare le restrizioni. Gli spostamenti tra i governatorati sono stati vietati e tutti i servizi di trasporto pubblico sospesi. Il 3 maggio il governo ha annunciato la riapertura delle attività commerciali e la possibilità di riprendere a circolare sul territorio. Il 4 giugno la Giordania è entrata nella fase moderata dell’epidemia ed è stata disposta la riapertura di altre attività. Durante il mese di agosto la Giordania ha registrato un aumento di casi positivi in alcuni governatorati. Sono state dunque disposte alcune misure restrittive, tra cui il coprifuoco e la chiusura di alcuni edifici pubblici, nei distretti considerati maggiormente a rischio. Al momento i contagi nel paese sono oltre 1.800. Sebbene il sistema sanitario non sia in gravi condizioni di carenza, preoccupano le condizioni di molti campi rifugiati e insediamenti informali dove vivono centinaia di migliaia di siriani e rifugiati da altri paesi, in condizioni di sovraffollamento e assenza di servizi igienici e acqua corrente.