Yemen, sette anni dall'esplosione del conflitto | INTERSOS

 

Sette anni di guerra, fame e povertà. Nessuna prospettiva di pace all’orizzonte per lo Yemen, piegato dal conflitto esploso nel 2015 che, dopo un breve periodo di apparente sospensione, non smette di alimentare la peggiore crisi umanitaria al mondo. Si contano 380mila vittime. Di queste, il 60% è composto da persone che hanno perso la vita per le conseguenze indirette del conflitto, come fame e malattie prevenibili. Tra le conseguenze più drammatiche della guerra c’è anche la malnutrizione. La carenza di beni primari e il conseguente rincaro dei prezzi hanno determinato un profondo aumento dell’insicurezza alimentare, in particolare tra la popolazione più povera, quella che non ha le risorse per accedere al cibo. Le previsioni ci dicono inoltre che entro la fine del 2022 saranno 2,2 milioni i bambini e 1,3 milioni le donne incinte o in allattamento che soffriranno di malnutrizione acuta. 

 

Ad esacerbare la già preoccupante situazione si inserisce la crescente emergenza sanitaria. Le strutture mediche non funzionanti o completamente distrutte dagli scontri, non riescono a garantire cure mediche di base alla popolazione, mentre epidemie di poliomielite, colera, dengue, morbillo e difterite continuano a dilaniare il Paese. A queste, si è poi aggiunto il COVID-19. La crisi yemenita prosegue da sette lunghi anni mentre aiuti e finanziamenti gradualmente diminuiscono. Lo scorso anno sono stati raccolti meno di due terzi dei 3.9 miliardi di dollari che erano stati considerati necessari per finanziare la risposta umanitaria nel Paese. Di questo passo, senza finanziamenti adeguati, milioni di persone rischiano di soffrire la fame e di non avere più garantito l’accesso all’acqua e ai servizi igienici.

 

L’intervento di INTERSOS nel Paese

 

A fronte dell’entità del conflitto e di numeri sempre più drammatici che raccontano di una popolazione allo stremo, l’aiuto umanitario diviene priorità assoluta per aiutare il maggior numero di persone. Dal 2008, INTERSOS offre assistenza alle persone più vulnerabili sia nei governatorati del Sud che del Nord. Il nostro intervento garantisce servizi di assistenza sanitaria e nutrizionale alle persone colpite dal conflitto, con particolare attenzione a donne e bambini, attraverso il supporto a 27 strutture sanitarie e grazie a 6 team sanitari che si muovono a bordo di cliniche mobili. Nel 2021, 480mila persone hanno beneficiato dei servizi sanitari e nutrizionali di INTERSOS.

 

Inoltre, protezione, assistenza legale e psicosociale sono state garantite dai nostri team anche in 9 centri comunitari situati nelle aree urbane e in aree remote raggiunte dai team mobili: nel solo 2021, 450mila persone hanno ricevuto assistenza attraverso servizi di protezione e tutela. In seguito all’emergenza causata dal COVID-19, abbiamo preso parte alla campagna di vaccinazione COVAX, supportando la somministrazione diretta dei vaccini attraverso la gestione di due centri vaccinali nello stato di Lahj, nel Sud del Paese. A fine febbraio 2022 il nostro personale è riuscito vaccinare 5.700 persone, raggiungendo 11.600 persone con messaggi di sensibilizzazione.