Obiettivo protezione: l’Unione Europea per i diritti di tutti e tutte in Giordania

In Giordania, dove di fatto la criminalizzazione dell’omosessualità è stata abolita dal codice penale nel 1951, continuano a verificarsi episodi di stigmatizzazione ad alto rischio nei confronti delle persone LGBTI+, questo avviene attraverso offese sia verbali che fisiche fino ad arrivare a casi di aggressioni, violenze, molestie e/o torture che avvengono sia in ambiente familiare che comunitario.

 

 

La maggior parte di queste persone non espone denuncia nei confronti di aggressori o molestatori per paura di ripercussioni, di ghettizzazione sociale o anche per mancanza di fiducia nelle forze di polizia stesse. La vita delle persone LGBTI+ è resa ancora più faticosa dalla facilità di ritrovarsi vittime di sfruttamento lavorativo e nell’impossibilità di poter prendere una casa in affitto a causa della discriminazione nei loro confronti.

 

In questo complesso scenario INTERSOS, che opera in Giordania dall’inizio dello scoppio della crisi siriana nel 2011, si occupa della protezione delle vittime di violenza sessuale di genere, attraverso progetti di aiuto e sostegno psico-sociale alle sopravvissute alla violenza e alle persone a rischio, spesso donne in contesti familiari. A fronte di gravi episodi di abusi e molestie, INTERSOS ha avviato un programma di tutela e formazione finalizzato alla assistenza di persone che subiscono violenza di tipo sessuale, che vengono emarginate, discriminate o aggredite per il loro orientamento sessuale o la loro identità di genere, con un focus specifico sulle persone LGBTI+.

 

Grazie ai fondi dell’Unione Europea INTERSOS ha avviato un progetto ad hoc per rispondere ai bisogni di uomini, donne e ragazzi a rischio di violenza o sopravvissuti a violenza di genere, e rafforzato azioni di protezione e tutela per le persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e intersessuali che vivono in Giordania. Le attività si sono concentrate principalmente sulla prevenzione della violenza attraverso sensibilizzazione a livello individuale e familiare, e formazione su diritti e servizi di tutela, su percorsi di supporto psicologico e un lavoro intenso di formazione locale della comunità sui temi della violenza di genere, sulla parità dei diritti e la diversità sessuale con il fine di ridurre le tensioni familiari e sociali e le discriminazioni.

 

“È come se fossi cieca e ora vedessi per la prima volta, imparare che parlarne è un mio diritto inviolabile è qualcosa che vorrei aver fatto molto tempo fa, vorrei averlo saputo fare prima, avrei preso decisioni più consapevoli che avrebbero aiutato me e la mia famiglia” – ha detto una beneficiaria delle sessioni di sensibilizzazione.

 

I fondi dell’Unione Europea ci hanno permesso di aiutare più di 11 mila persone vittime di violenza e abusi (74%) e con bisogni specifici e a rischio di violenza (26%), per un totale di più di 8.500 donne e oltre 2.700 uomini. “Per tutto questo tempo, ho pensato che l’abuso verbale fosse parte della dinamica del potere che governa le società ovunque, ora mi rendo che mi sbagliavo. Da ora in poi, mi difenderò e cercherò sostegno attraverso i canali legali”- ci ha detto un beneficiario delle sessioni di consapevolezza maschile.

 

Per i casi particolarmente vulnerabili abbiamo garantito assistenza specializzata e fornito assistenza in denaro incondizionata. Per rispondere alle lacune del sistema di presa in carico delle persone LGBTI+, abbiamo attivato servizi di protezione grazie al coordinamento con le altre agenzie, garantendo supporto incondizionato per accompagnare la guarigione delle persone e rafforzarne la resilienza. “Se guardo dove ero un anno fa – quando per la prima volta ho tentato il suicidio – e realizzo dove sono ora, è difficile credere che sia la stessa persona, sono davvero orgoglioso di me stesso” – ha affermato un membro della comunità LGBTI+.

 

RIMANI IN CONTATTO CON NOI

 

Flavia Melillo
Flavia Melillo

ULTIME NOTIZIE