Il Coronavirus non ferma INTERSOS: le attività di prevenzione

L’emergenza Coronavirus non ferma INTERSOS. In questi giorni i programmi attivi in tutta Italia stanno subendo cambiamenti e sospensioni, inevitabili per ragioni di sicurezza, ma gli operatori sono sempre al fianco dei più vulnerabili. In particolare, a fronte di una interruzione dei progetti che prevedono assembramenti e lavori di gruppo, così come dell’accoglienza notturna temporanea, è stata potenziata l’azione dei team medici e delle unità mobili con attività di prevenzione del COVID-19.

 

In queste ore le unità mobili di INTERSOS, con medici e mediatori culturali a bordo, si muovono su Roma per fare attività di informazione e prevenzione in contesti di esclusione sociale, davanti alle stazioni e negli edifici occupati.

Sempre nella Capitale, INTERSOS24, il centro che ospita, nel quartiere periferico di Torre Spaccata, minori non accompagnati in transito in Italia e anche donne e bambini italiani in difficoltà, è stato chiuso per effetto dei decreti di questi giorni. E così anche l’ambulatorio sanitario che ne fa parte. Ma l’attività degli operatori non è sospesa: le visite, come recita il cartello all’ingresso dell’edificio, in caso di necessità possono essere fissate su appuntamento telefonico. Inoltre, il personale del centro, insieme alle organizzazioni territoriali, si sta organizzando per fornire supporto al sistema sanitario regionale nel sostegno e nella gestione dei soggetti più vulnerabili. In questa fase di emergenza, i sette ospiti che erano nella struttura di accoglienza notturna di INTERSOS24 – tre ragazzi e due donne con figli piccoli – sono stati trasferiti in un ostello.

In Puglia, nelle zone rurali della provincia di Foggia, già alla fine di febbraio sono cominciate le operazioni di prevenzione del rischio COVID-19 negli 8 insediamenti informali in cui INTERSOS è operativa da due anni con servizio di medicina di prossimità: l’ex pista aeroportuale di Borgo Mezzanone, il Gran Ghetto di Torretta Antonacci, Borgo Tre Titoli, agro di Palmori, agro di Poggio Imperiale, ex fabbrica Daunialat a Foggia, contrada S. Matteo, Borgo Cicerone. Qui si sta lavorando insieme alla Regione Puglia e alla Asl di Foggia a cui INTERSOS ha chiesto di aumentare con urgenza l’accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari per tutti gli insediamenti, anche in quelli più piccoli, indispensabili per rendere efficace la campagna di prevenzione.

Resta confermata la partenza della terza edizione del progetto PartecipAzione, realizzato insieme a UNHCR, che ha subìto solo alcune variazioni nel calendario della programmazione (le nuove date sono disponibili sul sito https://partecipazione.intersos.org/il-bando/). La parte formativa, rivolta sia ai partecipanti al bando 2020 che alle associazioni vincitrici delle edizioni precedenti, si svolgerà comunque nella sua interezza grazie alla possibilità di realizzare le lezioni online. Sono previsti quattro moduli di coaching che puntano a rafforzare le competenze dei partecipanti in diversi ambiti: nella scrittura e gestione di progetti, nella raccolta fondi, nella comunicazione, nel public speaking. E forniranno loro anche conoscenze in tema di protezione dei rifugiati.

Invece in Sicilia il progetto U-topia, che INTERSOS e UNICEF portano avanti con i giovani fino ai 26 anni, italiani e stranieri, è stato sospeso, come tutte le attività di formazione. I responsabili dei progetti stanno preparando sistemi di e-learning per dare seguito alle attività.

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Flavia Melillo
Flavia Melillo

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